Il potere d’acquisto delle famiglie cresce nonostante l’aumento del debito pubblico
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Nel primo trimestre del 2025, mentre il quadro della finanza pubblica segna un indebitamento netto più elevato rispetto allo stesso periodo del 2024 – con un rapporto tra deficit e Pil che raggiunge l’8,5%, contro l’8,2% dell’anno precedente – le famiglie italiane continuano a beneficiare di un miglioramento del proprio potere d’acquisto. Una tendenza positiva, avviata già nel 2023 e interrotta solo nell’ultimo trimestre dello scorso anno, che si conferma nonostante la pressione fiscale rimanga sostenuta, attestandosi al 37,3%.
I dati Istat, elaborati sui conti trimestrali dei settori istituzionali, rivelano che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dell’1,8% in termini nominali rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per i consumi è cresciuta dell’1,2%. Se da un lato la capacità di spesa si rafforza, dall’altro si osserva una lieve ma significativa ripresa della propensione al risparmio, che raggiunge il 9,3%, un livello superiore alla media degli ultimi tre anni.
Le amministrazioni pubbliche, tuttavia, mostrano un andamento meno favorevole: l’aumento delle uscite, più marcato rispetto a quello delle entrate, ha ampliato il disavanzo, anche se il saldo primario – al netto degli interessi sul debito – registra un lieve miglioramento. I numeri, commentati in forma grezza per il settore pubblico e destagionalizzata per famiglie e imprese, delineano un quadro in cui la tenuta dei consumi privati contrasta con le difficoltà della finanza statale.




