La storia di Jasmine, un salvataggio incredibile nel Mediterraneo
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Redazione Esteri
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Nella notte, a circa dieci miglia da Lampedusa, l'equipaggio del veliero Trotamar III della Ong Compass-collective ha soccorso una bambina di undici anni, originaria della Sierra Leone, aggrappata a una camera d'aria in balia del Mediterraneo. Jasmine, partita da Sfax su un barchino con altre quaranta persone, è l'unica sopravvissuta di un naufragio che ha visto scomparire tutti gli altri passeggeri.
La vicenda di Jasmine, simbolo dell'importanza delle Ong nel Mediterraneo, mette in luce le difficoltà e i pericoli affrontati dai migranti in fuga da situazioni disperate. La bambina, sola nell'oscurità del Canale di Sicilia, ha combattuto contro il mare e il destino, trovando salvezza grazie all'intervento tempestivo dei sei membri dell'equipaggio del Trotamar III, un veliero nato non per crociere di piacere, ma per salvare vite umane.
Le urla di Jasmine, che hanno bucato il buio e il fragore delle onde, sono state udite dai soccorritori, che l'hanno trovata stretta a una camera d'aria, unico fragile confine tra la vita e l'abisso. La bambina è stata portata nell'hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa, dove ha ricevuto le prime cure e l'assistenza necessaria.
Il salvataggio di Jasmine, avvenuto in un contesto di norme sempre più stringenti e ingiuste, come quelle dell'ultimo decreto flussi, sottolinea l'importanza delle Ong che operano nel Mediterraneo per aiutare persone altrimenti destinate a una sorte tragica.




