Brignone e Goggia, l'ultimo test prima della discesa regala brividi e speranze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sulla neve veloce dell'Olympia delle Tofane, dove l'aria frizzante di Cortina taglia il viso, si sono consumate le ultime, decisive prove tecniche prima del verdetto della discesa libera femminile. Federica Brignone, al termine della sua seconda discesa di rodaggio, ha parlato con la pacatezza di chi sa di avere un capitale di esperienza da spendere, dichiarando che le sue "sensazioni sono buone" e di essersi "sentita meglio anche negli atterraggi", un elemento non secondario su un tracciato che, come tutti quelli di Coppa del Mondo, non perdona la minima esitazione. La sua giornata, conclusasi con il settimo tempo assoluto ma condotta con l'evidente prudenza di chi non vuole svelare tutte le carte, si è chiusa con un appuntamento tecnico cruciale: "Nel pomeriggio faremo una riunione per decidere cosa è meglio per me", ha annunciato, lasciando intendere che ogni dettaglio, fino all'ultimo, verrà soppesato per arrivare alla partenza nella condizione più vantaggiosa possibile.

Un momento di paura per Goggia, poi la riscatta del cronometro

Accanto a lei, Sofia Goggia ha vissuto una sessione dai connotati diametralmente opposti, che ha mescolato un attimo di puro terrore a una prestazione cronometrica di altissimo livello. Nella parte alta del tracciato, infatti, la campionessa bergamasca ha rischiato grosso, sbilanciandosi in modo pericoloso in una traversa che, a suo dire, "ha dato problemi ieri come a tante altre". L'episodio, che ha fatto battere il cuore a tutti i presenti, non l'ha però scalfita più di tanto, anzi. Goggia è riuscita a rimanere in piedi e a recuperare mirabilmente l'azione, chiudendo poi la sua prova con il sesto tempo, a dimostrazione di una reattività fuori dal comune e di uno stato di forma che, nonostante tutto, appare incandescente.

Il quadro generale con le avversarie più temibili

A dominare la mattinata di prove è stata però l'americana Breezy Johnson, che con un ottimo 1:37.91 si è issata saldamente in vetta alla classifica del test, precedendo di ventun centesimi la tedesca Kira Weidle-Winkelmann. Un terzo posto, di estremo rilievo, è andato a Lindsey Vonn, la cui presenza sul tracciato ampezzano, segnata da un tempo a soli trentasette centesimi dalla prima, ha riportato alla memoria una carriera costellata di trionfi e ha lanciato un messaggio chiaro a tutte le rivali. Il quadro che ne emerge, alla vigilia della gara che assegnerà le medaglie in programma per domenica mattina alle 11.30, è dunque quello di una battaglia ad altissima densità tecnica, dove le due azzurre dovranno fondere la loro classe allo stato di grazia.

La vigilia delle scelte tecniche per il grande giorno

Le parole di Brignone dopo la prova, quelle in cui ha sottolineato la necessità di valutare "cosa è meglio per me", illuminano un aspetto spesso trascurato dall'opinione pubblica ma centrale per gli atleti di questo livello: il lavoro meticoloso che segue ogni sessione sulla neve. Quella riunione del pomeriggio a cui ha accennato non è una formalità, ma l'ultimo atto di analisi in cui staff tecnico e atleta esaminano dati video, sensazioni e parametri fisici per limare l'ultimo centesimo. Dall'altra parte, Sofia Goggia, pur soddisfatta per le linee tenute e per il feeling trovato con la pista, sa bene di avere un conto in sospeso con quel rischio corso, un elemento che, se da un lato testimonia la sua aggressività, dall'altro impone una riflessione sull'equilibrio da mantenere tra il totale abbandono e la necessaria calcolata precisione.

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