MacBook Neo, Apple presenta il portatile da 699 euro con il chip dell’iPhone

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Una settimana di annunci a raffica, quella che Apple si è lasciata alle spalle, ha visto susseguirsi il nuovo iPhone 17e, i tablet della famiglia iPad Air con processore M4, e i monitor per i professionisti della creatività, senza dimenticare i MacBook Pro e Air aggiornati ai chip M5. In questo scenario di rinnovamento generalizzato della gamma, l’azienda di Cupertino ha riservato per il gran finale una mossa a sorpresa, o forse no, vista la lunga teoria di indiscrezioni che l’aveva preceduta: l’annuncio del MacBook Neo, un computer che ridefinisce il concetto di accesso all’ecosistema della mela morsicata proponendosi a un prezzo di partenza di 699 euro. L’obiettivo, dichiarato e nemmeno tanto velatamente perseguito, è quello di abbattere la barriera psicologica dei mille euro, offrendo a studenti e a un pubblico vasto un dispositivo che, pur in un segmento di mercato definito “entry-level”, mantiene intatti alcuni capisaldi della filosofia del marchio, a cominciare dalla scocca in alluminio e dalla piena integrazione software.

Un processore preso in prestito dagli iPhone di fascia alta

La scelta tecnica più rilevante, quella che ha acceso il dibattito tra gli appassionati e che rappresenta una discontinuità rispetto al passato recente, risiede nel cuore pulsante del nuovo arrivato: non un chip della serie M, progettata specificamente per i computer, bensì il processore A18 Pro, lo stesso che ha fatto il suo debutto lo scorso anno a bordo degli iPhone 16 Pro. Questa decisione, che potrà apparire come un compromesso per abbattere i costi, cela in realtà una strategia più articolata legata all’efficienza produttiva e alla resa su larga scala, dal momento che i chip della serie A, prodotti in decine di milioni di unità, godono di economie di scala che i fratelli maggiori M5 non possono certo permettersi. Le prestazioni, a giudicare dalle prime indicazioni della casa, non dovrebbero affatto deludere: la CPU a sei core, coadiuvata da una GPU a cinque core e dal motore neurale a sedici core, garantisce una potenza di calcolo più che sufficiente per la produttività quotidiana, la navigazione, lo streaming e, aspetto su cui Apple punta molto, per l’esecuzione locale di funzioni di intelligenza artificiale legate ad Apple Intelligence. Si tratta, in sostanza, di un computer che eredita la potenza di calcolo dei top di gamma in fatto di smartphone, traducendola in un’esperienza d’uso fluida e reattiva per la stragrande maggioranza delle attività che un utente comune, magari uno studente, possa trovarsi a svolgere.

Uno chassis colorato che richiama il passato

Dal punto di vista estetico, il MacBook Neo segna un ritorno a un’idea di colore e di leggerezza che non si vedeva dai tempi dei mitici iBook G3, quelli dalle forme tondeggianti e dalle carrozzerie traslucide. La gamma cromatica, studiata per attrarre un pubblico giovane e dinamico, comprende quattro varianti: argento, rosa, indaco e un vibrante citrus, che riprendono la palette già vista sui nuovi iMac e che si estendono anche alla tastiera e agli sfondi, creando un insieme coordinato e riconoscibile. Il peso, contenuto in circa 1,23 chilogrammi, e lo spessore ridotto, lo rendono un compagno di viaggio ideale per chi trascorre le giornate tra lezioni universitarie e biblioteche, potendo contare su una scocca in alluminio riciclato che, al di là della mera estetica, garantisce quella sensazione di robustezza e qualità che ci si aspetta da un prodotto della casa californiana. Apple, infatti, non ha voluto sacrificare i materiali per raggiungere un determinato prezzo, preferendo agire sulla componentistica interna per limare i costi senza intaccare la percezione tattile del dispositivo.

Lo schermo Liquid Retina e le rinunce funzionali

Il display da 13 pollici è un pannello Liquid Retina con risoluzione di 2408x1506 pixel e luminosità di picco di 500 nit, caratteristiche che lo rendono adatto alla fruizione di contenuti multimediali in alta definizione e alla visione di fotografie con una buona resa cromatica, sebbene la gamma coperta sia la sRGB e non la più estesa P3, e manchi il supporto per True Tone. L’autonomia, dichiarata fino a sedici ore con una singola carica, è un altro dei cavalli di battaglia della comunicazione Apple, che punta a sottolineare come l’efficienza del processore A18 Pro consenta di affrontare un’intera giornata di lavoro o di svago senza l’ansia di dover cercare una presa di corrente. Dove si notano i segni del contenimento dei costi, invece, è nella dotazione di porte e in alcune rifiniture: le due USB-C, pur essendo presenti, non sono equivalenti, dal momento che una delle due supporta lo standard USB 3 a 10 Gbit/s mentre l’altra si ferma al ben più lento USB 2, e soprattutto manca del tutto la retroilluminazione della tastiera, una rinuncia non da poco per chi è abituato a scrivere in ambienti poco illuminati. Il sensore per il Touch ID, inoltre, è riservato esclusivamente alla versione con 512 GB di archiviazione, mentre il modello base da 256 GB ne è sprovvisto, così come è assente la ricarica magnetica MagSafe.

La data di uscita in Italia e le due configurazioni

I preordini per il MacBook Neo sono stati aperti a partire dal 4 marzo, e la data di effettiva disponibilità nei negozi e sullo store online italiano è fissata per l’11 marzo 2026. Come accennato, le configurazioni possibili sono due, entrambe con 8 GB di memoria unificata: la prima, con SSD da 256 GB, proposta a 699 euro, e la seconda, con il doppio dello spazio di archiviazione e l’inclusione del Touch ID, a 799 euro. Con questa mossa, che potremmo definire di “aggressione controllata” al mercato dei notebook economici, dominato dai Chromebook e dai PC Windows di fascia bassa, Apple cerca di allargare la propria base di utenti, offrendo a chi possiede già un iPhone la possibilità di entrare in modo meno oneroso in un ecosistema che, proprio sulla continuità e sull’integrazione tra i dispositivi, ha costruito gran parte del suo successo.

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