Julio Iglesias, la procura di Madrid archivia la denuncia per aggressioni sessuali. Il cantante: "Reputazione rovinata"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La procura dell’Audiencia Nacional di Madrid ha disposto l’archiviazione, per un "difetto di giurisdizione", dell’indagine preliminare aperta a carico di Julio Iglesias, il cantante di fama mondiale che due ex dipendenti avevano accusato di presunte aggressioni e molestie sessuali, oltre che di tratta. La decisione dei magistrati, la quale giunge dopo un esame dei fatti contestati – che risalirebbero al 2021 e si sarebbero verificati tra le Bahamas e la Repubblica Dominicana –, si fonda sulla constatazione che non sussisterebbero, allo stato, elementi giuridici sufficienti a stabilire la competenza dei tribunali spagnoli. Ne consegue, pertanto, una chiusura del procedimento in Spagna, sebbene restino, com’è ovvio, possibili altre iniziative legali in sedi diverse.

Le ragioni tecniche dietro la decisione

Il provvedimento di archiviazione, del quale si è avuta notizia in queste ore, non entra nel merito delle circostanze narrate dalle denuncianti – una collaboratrice domestica e una fisioterapista che prestavano servizio per il cantante – ma si limita a valutare un profilo strettamente processuale. La giustizia iberica, infatti, ha rilevato una "mancanza di giurisdizione", ritenendo che i presunti reati, per come descritti, non presentino quei nessi territoriali imprescindibili con la Spagna che ne giustifichino l’esame da parte della Audiencia Nacional. Una questione, questa, di carattere tecnico-giuridico che ha portato alla chiusura del fascicolo, lasciando però intatte le accuse in sé, le quali potrebbero teoricamente essere riproposte davanti alle autorità dei paesi direttamente coinvolti.

La reazione amareggiata di Iglesias

Se, da un lato, l’archiviazione rappresenta un esito favorevole sul piano giudiziario immediato per Julio Iglesias, dall’altro il cantante ha espresso, attraverso i suoi legali, una profonda amarezza per il percorso già compiuto. “Mi hanno rovinato la reputazione. E adesso?”, sarebbero state le sue parole, secondo quanto riportato, le quali riflettono una frustrazione comprensibile in chi, pur vedendo archiviato un procedimento per motivi formali, si ritrova a fare i conti con un danno d’immagine già ampiamente consumatosi nell’arena pubblica. Un fatto, quest’ultimo, che sottolinea come le vicende giudiziarie, specialmente quando coinvolgono personalità di tale calibro, si svolgano sempre su un doppio binario: quello strettamente legale e quello, altrettanto impattante, della percezione mediatica.

Il contesto e le prospettive residue

La denuncia era stata presentata da un’organizzazione non governativa a nome delle due donne, configurando un caso che, per la notorietà dell’imputato e la gravità delle ipotesi di reato, aveva catturato l’attenzione dei media internazionali. Ora, con la chiusura del caso da parte della procura madrilena, l’onere della prova e l’iniziativa processuale eventuale si spostano altrove, in assenza di quegli estremi che potessero giustificare un’azione penale in Spagna. Rimane, in ogni caso, lo strascico di una vicenda che ha riportato alla luce, ancora una volta, la complessità delle inchieste su presunti reati sessuali in contesti transnazionali, dove la determinazione del foro competente diventa il primo, spesso decisivo, scoglio procedurale da superare.

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