Il piccolo Riccardo non ce l'ha fatta, aperta un'inchiesta per omicidio
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Redazione Interno
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Si è spento intorno alle ventidue, dopo due giorni di agonia trascorsi nel reparto di rianimazione dell’ospedale Regina Margherita di Torino, il neonato di appena cinque mesi rimasto vittima di un incidente domestico nella sua abitazione di Pessione, frazione di Chieri. Il piccolo Riccardo Lucà, questo il nome del bambino, era stato ricoverato in condizioni definite immediatamente disperate nella tarda mattinata di sabato, quando i sanitari del 118 erano intervenuti nella villetta di via Monte Adamello dove la famiglia risiede. Secondo la ricostruzione fornita inizialmente dalla madre, una donna di quarant'anni, e che ora sarà al vaglio degli inquirenti, la tragedia si sarebbe consumata nel momento in cui lei, colta da un improvviso malore mentre percorreva le scale interne con il figlio in braccio, avrebbe perso conoscenza facendolo così precipitare lungo la rampa per una ventina di gradini.
La dinamica dell'accaduto, al centro di un fascicolo d'inchiesta già aperto dalla procura di Torino, presenta diversi aspetti che gli investigatori, coordinati dai carabinieri della Compagnia di Chieri, stanno cercando di chiarire con meticolosità. La donna, ancora in stato di choc, ha riferito di essersi risvegliata al termine della scala ritrovandosi accanto il piccolo privo di sensi, ma dagli accertamenti finora condotti, che includono i sopralluoghi tecnici nella villetta e l'ascolto dei familiari, sono emersi elementi che necessitano di un approfondimento. In particolare, come riportato da alcune fonti, l'assenza di evidenti lividi esterni sul del neonato, unita alla gravità dei traumi riportati – un quadro clinico che includeva un arresto cardiocircolatorio che ha richiesto più rianimazioni già sul luogo dell'incidente e durante il trasporto in ospedale – rappresenta un punto sul quale la procura intende fare piena luce.
Il racconto della madre e i soccorsi
A lanciare l'allarme fu la stessa madre, che in una chiamata al numero unico per le emergenze riferì che il figlio non respirava più. Sul posto, oltre ai mezzi di soccorso del 118, giunse anche l'elisoccorso, il cui volo fu però presto interrotto a causa delle avverse condizioni meteorologiche. A far entrare i soccorritori nell'abitazione fu il fratellino maggiore della vittima, un bambino di appena cinque anni che si trovava in casa con la madre e il neonato al momento del fatto, mentre il padre era fuori. I sanitari trovarono il piccolo Riccardo in arresto cardiaco e, dopo averlo rianimato sul posto, lo trasportarono d'urgenza al Regina Margherita, dove i medici, nonostante un secondo e disperato tentativo di rianimazione durante il tragitto, hanno dovuto arrendersi all'evidenza delle ferite riportate, che interessavano il cranio, il torace e la regione addominale. La procura, come atto dovuto in casi che coinvolgono minori e che presentano profili di ambiguità, ha aperto un fascicolo per fare piena chiarezza sulla dinamica, e non è escluso che la madre possa essere iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato, al momento, di omicidio colposo.




