Bimbo di 5 mesi morto dopo la caduta dalle scale, la procura apre un'inchiesta
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Non ce l’ha fatta il piccolo Riccardo, questo il nome del neonato di appena cinque mesi, venuto al mondo e già costretto a lottare tra la vita e la morte per due interminabili giorni, dal pomeriggio di sabato fino a lunedì sera, quando il suo cuore, dopo aver ripreso a battere più volte grazie alla disperata rianimazione dei medici del 118 prima e dei sanitari dell’ospedale Regina Margherita di Torino poi, ha smesso definitivamente di farlo. Il decesso, avvenuto poco dopo le ventidue, ha posto fine a un'agonia iniziata nella villetta di famiglia a Pessione, frazione di Chieri, nel Torinese, dove il bambino viveva con i genitori e un fratellino più grande di quattro anni; una tragedia domestica sulle cui esatte dinamiche la procura di Torino, con la pm Alessandra Provazza, ha aperto un fascicolo d'inchiesta, ancora senza ipotesi di reato né indagati, un atto dovuto in casi simili che coinvolgono vittime così piccole.
Il racconto della madre, un malore e una caduta
Secondo quanto emerso dalle prime, drammatiche ricostruzioni, e confermato dalla donna stessa agli inquirenti sentita come persona informata sui fatti, la madre del piccolo, una quarantenne, nel primo pomeriggio di sabato si trovava al piano superiore dell'abitazione dove era salita per riposare accanto al figlio che dormiva, dal momento che fin dal mattino accusava un forte mal di testa. Al risveglio del neonato, la donna lo ha preso in braccio con l'intenzione di scendere in cucina per preparargli il biberon; nel percorrere la scala interna, però, è stata colta da un malore improvviso, un capogiro che le ha fatto perdere l'equilibrio e, nel cadere o nell'accasciarsi, il piccolo le è scivolato dalle braccia, rovinando giù per i gradini fino al pavimento e riportando traumi gravissimi a livello cranico, toracico e addominale. La stessa madre, in stato confusionale e sotto choc, ha dato l'allarme, e alla domanda dei soccorritori ha ripetuto la sua versione: "Mi è caduto dalle braccia, è andato giù dalle scale", mentre il marito, il padre del bambino, ha riferito di essere stato in giardino con l'altro figlioletto al momento dell'incidente, e di essere rientrato solamente dopo.
La disperata corsa in ospedale e i tentativi di rianimazione
La chiamata ai soccorsi ha fatto scattare l'allarme e, all'arrivo dei sanitari del 118 nell'abitazione di Pessione, la scena che si è presentata ai loro occhi era di una gravità inaudita: il bimbo di cinque mesi era in arresto cardiocircolatorio, riverso a terra. Immediata è partita la manovra rianimatoria, che ha permesso di far ripartire il cuore del piccolo, il quale è stato poi caricato d'urgenza sull'ambulanza con destinazione l'ospedale Regina Margherita di Torino. Durante il tragitto, tuttavia, il cuore del neonato si è fermato una seconda volta, e i medici a bordo del mezzo di soccorso hanno dovuto ripetere il massaggio cardiaco per strapparlo nuovamente alla morte, riuscendo a stabilizzarlo quanto bastava per consentirne il trasferimento nel reparto di Rianimazione, dove per due giorni i medici hanno tentato l'impossibile per arginare le conseguenze dei traumi riportati, fino all'epilogo di lunedì sera.
L'indagine della procura e l'affidamento del fratellino
La procura di Torino, come detto, ha avviato gli accertamenti per fare piena luce sull'accaduto, e nelle prossime ore potrebbe essere disposta l'autopsia sul del piccolo per stabilire con certezza le cause del decesso e la dinamica esatta delle lesioni, un passaggio obbligato in ogni inchiesta che coinvolga minori. I carabinieri, che coordinano le indagini, hanno già ascoltato entrambi i genitori, i quali hanno ribadito la ricostruzione fornita immediatamente dopo i fatti; nel frattempo, e questo è un elemento che emerge dalla complessità della vicenda, la procura dei minori di Torino ha chiesto e ottenuto dal tribunale per i minorenni, in via precauzionale, di collocare temporaneamente dai nonni l'altro figlio della coppia, il bambino di quattro anni, che si trovava in casa al momento della tragedia. I genitori, stando a quanto riportato, avrebbero inoltre espresso il consenso alla donazione degli organi del piccolo Riccardo, un gesto che, qualora l'autopsia non dovesse frapporre ostacoli di natura giudiziaria, potrebbe portare a una procedura per l'espianto e dare una parvenza di speranza ad altre famiglie.




