Predore, tragedia sul Sebino: la Procura indaga per omicidio nautico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre nuotava a pochi metri dalla riva, con il marito a breve distanza, Frisca Lisa Laygo, 64 anni, è stata travolta dall’elica di un motoscafo che stava manovrando nelle acque del lago d’Iseo. L’incidente, avvenuto martedì 12 agosto nel pomeriggio a Predore, ha avuto un esito fatale: la donna, colpita alla testa, è morta prima che i soccorsi potessero intervenire. Il corpo è stato già riconsegnato ai familiari, mentre la Procura di Bergamo – con il pm Emanuele Marchisio titolare del fascicolo – ha aperto un’inchiesta per omicidio nautico.

Quel tratto di lago, sebbene non vietato alla balneazione, è segnalato come potenzialmente pericoloso per l’assenza di un servizio di salvataggio. Un dettaglio che, unito alle dinamiche ancora da chiarire, potrebbe rilevarsi cruciale nell’ambito delle indagini. La barca coinvolta, un’imbarcazione leggera da diporto, era guidata da un carabiniere, circostanza che ha inevitabilmente accentuato l’attenzione sul caso.

Originaria delle Filippine ma residente a Predore dal 1995, Lisa Laygo era una donna «solare e creativa», come la ricorda il figlio Domenico Santiago Lanza, 27 anni. «Le piaceva l’arte, il giardinaggio, e manteneva un legame forte con le sue radici», ha aggiunto, descrivendo una figura familiare amata e radicata nel territorio. Quella spiaggia libera, frequentata dalla famiglia per trovare sollievo dal caldo afoso – il termometro segnava 31 gradi – è diventata in pochi attimi lo scenario di una tragedia annunciata solo dai rumori dell’acqua e del motore.

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