Torino, madre strangola la figlia di 13 anni e si impicca: la scoperta della sorella maggiore

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una domenica mattina qualunque nel quartiere Parella di Torino, in via Domodossola, si è trasformata in un incubo per una ragazza di diciannove anni. Rientrando nell'appartamento di famiglia, la giovane si è trovata davanti a una scena che difficilmente potrà dimenticare: sua madre, Maria Mihaela Belecciu, di 39 o 40 anni a seconda delle fonti, e la sorella tredicenne, Isabella, giacevano esanimi.

La polizia, intervenuta sul posto insieme al personale del 118, ha subito avviato le indagini, e l'ipotesi al momento più accreditata per spiegare quella che appare come una tragedia senza fine è quella dell'omicidio-suicidio.

La dinamica e il ritrovamento dei corpi

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, la donna avrebbe strangolato la figlia tredicenne per poi togliersi la vita impiccandosi, forse con un laccio, all'interno della stessa abitazione. Quando la figlia maggiore ha varcato la soglia di casa, si è trovata di fronte la sorellina a terra, ancora agonizzante. Immediata la chiamata ai soccorsi: i sanitari del 118 sono accorsi e hanno tentato in tutti i modi di rianimare la ragazzina, ma per la giovane non c'era ormai più nulla da fare.

La figlia maggiore, in evidente stato di shock, è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Maria Vittoria per ricevere le cure necessarie, mentre l'appartamento è stato posto sotto sequestro dalla Squadra mobile per permettere gli accertamenti del caso.

Il contesto familiare e le indagini

La donna, di origini rumene, viveva con le due figlie dopo essersi separata dal marito. Un periodo, questo, che i vicini di casa hanno descritto come particolarmente difficile per lei, tanto da notare un crescente stato di tristezza e depressione, a tratti forse anche di nervosismo. "Sembrava una persona tranquilla, solo un poco più nervosa negli ultimi tempi", avrebbero raccontato alcuni residenti, e l'ipotesi che la separazione non fosse stata accettata sta emergendo come uno dei possibili moventi del tragico gesto.

La Procura della Repubblica, rappresentata dal pubblico ministero Roberto Furlan, coordina le indagini per far luce su una vicenda che ha scosso profondamente l'intero quartiere, e la polizia scientifica sta lavorando per raccogliere ogni elemento utile all'interno dell'abitazione, mentre gli investigatori ascoltano le testimonianze per ricostruire le ultime ore di vita della donna e della figlia.

Le reazioni e l'avanzamento delle indagini

Il dramma si è consumato in una palazzina di quattro piani, al civico 66 di via Domodossola, dove i condomini, sotto shock, faticano ancora a credere a quanto accaduto. Proprio l'assenza di segnali premonitori, come litigi o urla, rende il quadro ancora più inquietante e complesso da decifrare per gli inquirenti.

La pista della depressione legata alla separazione dal marito, che si trova attualmente in Romania, sembra al momento quella più battuta, ma saranno gli esami autoptici disposti dal magistrato e gli ulteriori accertamenti della polizia a dover chiarire gli ultimi e drammatici istanti di vita di Maria Mihaela Belecciu e di sua figlia Isabella. Le indagini sono in corso, e gli inquirenti mantengono il massimo riserbo per ricostruire con esattezza la dinamica di questa tragedia familiare che lascia sgomenta l'intera città.

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