Truffatori di anziani scoperti in Italia: obbligo di dimora per un 30enne e arresti a Roma
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Redazione Interno
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La recrudescenza di un deprecabile fenomeno criminale, che sfrutta la paura e la solitudine, sta tenendo in allarme le forze dell'ordine in diverse regioni d'Italia. Si tratta, come noto, della truffa perpetrata da individui che, spacciandosi per appartenenti alle istituzioni, contattano telefonicamente persone anziane sostenendo, con toni di grave urgenza, che un familiare si trovi in seri guai giudiziari. La soluzione prospettata, chiaramente fasulla, prevede sempre il pagamento immediato di somme in contanti o la consegna di oggetti preziosi, ritirati da un complice presentatosi come un "collega" incaricato.
L'operazione nel verbanese
Proprio un episodio di questo genere, consumatosi lo scorso ottobre nella zona della bassa Ossola, ha portato i carabinieri del Nucleo Investigativo di Verbania a un traguardo operativo significativo. In collaborazione con i colleghi della Tenenza di Melito di Napoli, hanno infatti identificato e sottoposto a misura cautelare un uomo di 30 anni, ritenuto parte attiva nella truffa ai danni di un'ottantottenne del luogo. All'indagato, le cui generalità sono note agli investigatori, è stato applicato l'obbligo di dimora nel suo comune di residenza, un provvedimento che segue le numerose segnalazioni giunte ai numeri di emergenza e che limita fortemente i suoi movimenti.
La prontezza che salva a Lecce
La dinamica si ripete con modalità lievemente variate, a dimostrazione di uno schema collaudato ma non per questo meno pericoloso. A Lecce, ad esempio, il tentativo ha avuto per bersaglio una donna di 96 anni, raggiunta al telefono da chi si presentava come un maresciallo dei carabinieri intento a verificare dei dati per una raccomandata. L'esito, in questo frangente, è stato diverso grazie alla presenza di spirito di una badante che, intuendo la natura fraudolenta della richiesta, è riuscita a bloccare la macchina dell'inganno prima che potesse concretizzarsi in una sottrazione.
La trappola scatta a Roma
Un ulteriore sviluppo, che conferma come la vigilanza dei cittadini sia un anello cruciale nella catena di contrasto a questi reati, arriva dalla capitale. Qui, un truffatore ha contattato un'anziana sostenendo, in una chiamata carica di falsa drammaticità, che la figlia fosse coinvolta in un grave sinistro stradale e che servissero immediatamente denaro e oro. La figlia, per una fortunata coincidenza, si trovava però proprio in casa al momento della chiamata, fatto che ha permesso alla madre di dissimulare e di allertare con freddezza le forze dell'ordine. Gli agenti del Commissariato di Porta Pia, giunti sul posto, hanno così atteso l'arrivo del malcapitato emissario, tratto in inganno a sua volta, procedendo al suo fermo.




