Panico in metrò e su un bus a Milano, 15enne accoltella due ragazzi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il panico ha spezzato la routine di una serata milanese, dapprima nei cunicoli della metropolitana e poi su un autobus in corsa, dove un quindicenne italiano ha sferrato aggressioni armate, ferendo due ragazzi e seminando terrore tra i passeggeri, prima che i militari del Nucleo Radiomobile lo trassero in arresto per lesioni personali aggravate. Gli eventi, che si sono dipanati in successione serrata, hanno avuto il loro inizio nel mezzanino della linea verde a Lambrate, dove due minorenni sono stati raggiunti da colpi di coltello alle gambe, riportando lesioni tali da necessitare l’intervento del personale del 118; l’aggressore, dopo quel primo episodio, si è spogliato del giubbino per occultarlo nello zaino, tentando così di confondere le proprie tracce mentre la sua fuga proseguiva. Salito a bordo di un mezzo Atm, il ragazzo ha poi estratto una roncola – la cui lama misurava ventuno centimetri e che teneva celata sotto la felpa – minacciando i presenti e trasformando il veicolo in una trappola su ruote, fino all’arrivo dei carabinieri che hanno posto fine alla sua corsa.
L'aggressione senza motivo nella metro
Precedenti alla spirale violenta di ieri sera, eppure inquietantemente simili per dinamica e profilo dell’aggressore, risultano i fatti accaduti pochi giorni prima sulla linea M2, dove un quattordicenne milanese ha colpito alle gambe due diciannovenni palermitani con un machete, un’azione compiuta, secondo le ricostruzioni, “senza motivo”. I due ragazzi, giunti in città per un weekend di visite, erano saliti a Cadorna dopo una cena in centro, ignari di aver attirato, già in stazione, l’attenzione di un giovane in tuta e giubbotto nero che li fissava in modo insistente; sul treno diretto a Cologno Nord, gli sguardi di sfida sono sfociati in insulti, culminati nella frase “Devi chiudere quella bocca di m.”, pronunciata dall’adolescente prima di estrarre l’arma e ferirli.
La dinamica delle due aggressioni
Se le indagini dovranno accertare eventuali connessioni tra i due episodi, ciò che emerge con immediatezza è il modus operandi reiterato, che vede un minorenne armato di un’arma da taglio di notevoli dimensioni agire d’impulso e con estrema violenza nel tessuto dei trasporti pubblici, colpendo alle gambe vittime selezionate, a quanto pare, in maniera casuale. Nel primo caso, il quattordicenne ha agito dopo un alterco verbale, seppur minimo, nato da uno sguardo giudicato di sfida; nel secondo, il quindicenne arrestato ha invece inferto le prime coltellate in apparente silenzio, per poi manifestare la sua minaccia in modo plateale sull’autobus, brandendo la roncola dinanzi agli altri passeggeri inermi. Entrambi gli aggressori, peraltro, hanno mostrato una certa freddezza dopo i fatti: il primo è fuggito confondendosi tra la folla, mentre il secondo ha tentato di disfarsi degli indizi indossali cambiandosi d’abito, strategia che non ha impedito alle forze dell’ordine di rintracciarlo in tempi brevi.
L'intervento delle forze dell'ordine
L’operato dei carabinieri del Nucleo Radiomobile è stato decisivo nel contenere l’emergenza e nel garantire l’incolumità pubblica, dopo che le chiamate di soccorso avevano segnalato prima il ferimento in metropolitana e poi la minaccia attiva sul bus. I militari, intervenuti dapprima in piazza Bottino per assicurare le cure ai due ragazzi accoltellati, sono riusciti a risalire al fuggitivo e a intercettarlo prima che potesse compiere ulteriori danni, arrestandolo mentre era ancora in possesso delle armi del reato. La loro azione ha così chiuso un cerchio di paura che, nell’arco di pochi giorni, aveva visto il sistema di mobilità milanese, usuale simbolo di efficienza e frenesia cittadina, trasformarsi nello scenario di brutali aggressioni a opera di giovanissimi, i quali hanno utilizzato con disinvoltura coltelli, roncole e macheti, strumenti la cui pericolosità è stata drammaticamente palesata.




