Tesla Model 3 Long Range, 750 km di autonomia a 31.690 euro con gli incentivi
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Redazione Economia
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In un mercato automobilistico in costante evoluzione, dove gli incentivi governativi giocano un ruolo sempre più determinante nelle scelte d'acquisto, Tesla si muove con tempismo, anticipando le mosse della concorrenza e calibrando le proprie strategie di prezzo per intercettare al massimo i contributi statali. La casa automobilistica americana, che ha recentemente rivisto alcuni aspetti tecnici dei suoi modelli più accessibili, ha infatti annunciato un taglio del listino per la Model 3 Long Range a trazione posteriore, portandola a 42.690 euro. Una cifra, questa, che non è casuale, poiché scende deliberatamente di dieci euro al di sotto della soglia massima di 42.700 euro stabilita dal ministero dell'Ambiente per poter accedere all'ecobonus, un dettaglio che dimostra una pianificazione commerciale estremamente accurata.
Il calcolo finale con l'ecobonus
Grazie a questa manovra, il prezzo finale della vettura, una volta applicato l'incentivo massimo di 11.000 euro, scende a 31.690 euro, un livello particolarmente aggressivo per un'auto elettrica che vanta un'autonomia dichiarata di 750 chilometri. Si tratta di un'autonomia che, stando ai dati ufficiali, si colloca ai vertici assoluti tra i veicoli ammessi al beneficio, offrendo un valore d'uso notevole che punta a sedurre chi è afflitto dalla cosiddetta "ansia da autonomia". La mossa di Tesla, che alcuni osservatori interpretano come una risposta alle incertezze sul calendario effettivo di erogazione dei bonus, crea un pacchetto difficilmente eguagliabile, considerando anche che lo sconto applicato dalla casa, combinato con l'ecobonus, comporta un risparmio complessivo di 14.300 euro per l'acquirente.
Anche Nissan reagisce con la Micra
Non è solo Tesla, comunque, a sfruttare questa fase di attesa per consolidare la propria posizione; anche Nissan, infatti, ha annunciato una propria iniziativa promozionale sulla nuova Micra, con uno sconto che può raggiungere i 4.510 euro, segnando una reazione chiara all'offensiva di prezzo del costruttore americano. Queste manovre, che si intensificano in prossimità dell'apertura ufficiale delle domande per gli incentivi fissata per le ore 12 di mercoledì 22 ottobre, stanno definendo un panorama competitivo molto acceso, dove i brand si sfidano non solo sul piano tecnologico ma anche su quello puramente economico, cercando di offrire la proposta più convincente possibile al consumatore finale.
Le modifiche tecniche sulle versioni standard
Parallelamente alle strategie di pricing, Tesla prosegue il suo percorso di ottimizzazione dei costi di produzione, che talvolta si traduce in modifiche tecniche sulle versioni di base. Nelle configurazioni "standard" di Model 3 e Model Y, la società ha rimosso i sensori fisici diretti per il monitoraggio della pressione degli pneumatici, i TPMS, i quali fornivano una lettura precisa e costante per ogni singola gomma direttamente sul display centrale. Adesso, queste versioni si affidano a un sistema di controllo indiretto, il quale, basandosi sui dati ricavati da altri sensori già presenti sul veicolo, è in grado di generare un avviso generico soltanto in seguito a un calo di pressione significativo, un cambiamento che altera, seppur in modo non sostanziale, l'esperienza d'uso dell'auto.




