Neve storica e frane, il savonese nel mirino del maltempo
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Redazione Interno
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L’ondata di maltempo che sta flagellando la Liguria, e in particolare la provincia di Savona, ha assunto i connotati di un evento meteorologico destinato a rimanere negli annali, con precipitazioni che hanno assunto caratteri diametralmente opposti a seconda dell’altitudine e della prossimità alla costa. Mentre il litorale viene sferzato da piogge intense e raffiche di vento che hanno raggiunto l’intensità di burrasca, nell'immediato entroterra e nelle vallate interne la colonnina di mercurio è crollata a tal punto da trasformare l'acqua in una fitta nevicata, la cui eccezionalità risiede non tanto nella quantità di accumulo, quanto nella quota sorprendentemente bassa alla quale la dama bianca si è posata. Nell'alta Val Bormida e nel sassellese, come testimoniano le immagini che giungono da Osiglia dove il paesaggio si è già interamente imbiancato, i fiocchi sono comparsi già nella tarda serata di ieri, regalando uno scorcio tipicamente invernale ma al contempo complicando non poco la circolazione stradale, in particolare lungo la A6 Torino-Savona nel tratto compreso tra Ceva e il bivio con la A10.
La particolarità di questa perturbazione, che Arpal aveva prontamente annunciato con l'emissione di un'allerta dapprima gialla e poi arancione per le zone B e D, è stata la capacità di imbiancare territori a ridosso del mare con accumuli che assumono contorni eccezionali per il periodo e per l'area geografica. Nel comune di Sassello, situato a una manciata di chilometri in linea d'aria dalla Riviera, il manto nevoso ha raggiunto e superato i dieci centimetri a quota 380 metri, ma è salendo verso la frazione di Palo, che si aggira attorno ai seicento metri di altitudine, che l'evento ha mostrato tutta la sua potenza: qui la neve ha superato i venti centimetri di spessore. Un fenomeno, questo, che viene definito "storico" dagli osservatori locali, non tanto per la sua rarità assoluta, quanto per l'intensità e la rapidità con cui si è manifestato su un Appennino ligure che raramente vede simili scenari a quote così basse e a così poca distanza dal mare.
Se la neve, pur creando disagi alla viabilità, regala comunque paesaggi da cartolina, il rovescio della medaglia è rappresentato dalle frane e dagli smottamenti che stanno mettendo in ginocchio diverse comunità, complici i terreni già saturi d'acqua dopo settimane di piogge abbondanti. La situazione più critica, per le ricadute sociali immediate, si è consumata nell'entroterra di Andora, in località Tigorella, dove una massa imponente di terra e detriti, stimata attorno ai trecento metri cubi, è precipitata da un terreno privato sulla sottostante strada comunale, unico accesso alla borgata. Per quindici famiglie, da sabato pomeriggio, la via di casa è di fatto interrotta: l'unico modo per raggiungere le proprie abitazioni è una mulattiera che richiede una salita a piedi di circa un quarto d'ora, un percorso impervio che rende di fatto queste persone isolate e, in caso di emergenza sanitaria, difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso. Il sindaco Mauro Demichelis, presente sul posto fin da subito, ha coordinato i volontari della Protezione Civile e gli operai comunali per rimuovere l'enorme quantitativo di fango e rocce, ma le operazioni, complice anche la pioggia che non accenna a dare tregua, procedono con estrema lentezza.
La notte di pioggia e alberi pericolanti, una nuova frana ad Alassio
La notte appena trascorsa è stata un calvario per i vigili del fuoco del comando provinciale di Savona, impegnati su molteplici fronti per far fronte a una miriade di richieste di intervento legate al forte vento e al terreno reso instabile dall'acqua. Non sono state solo le vallate interne a soffrire: lungo tutta la costa, da Finale Ligure fino al capoluogo, si sono registrati numerosi episodi di alberi pericolanti o già caduti, che in alcuni casi hanno ostruito la carreggiata o minacciato la pubblica incolumità. A Savona, in corso Tardy e Benech, i pompieri sono dovuti intervenire per mettere in sicurezza alcuni vetri pericolanti di uno stabile, mentre a Cairo Montenotte, nelle vicinanze della galleria Rocchetta in direzione Dego, un albero ha rischiato di abbattersi sulla sede stradale. La situazione è monitorata con attenzione anche lungo i corsi d'acqua, i cui livelli sono aumentati sensibilmente pur senza aver, al momento, superato le soglie di esondazione.
Ad aggiungere un ulteriore tassello al quadro di dissesto idrogeologico, un secondo movimento franoso di rilievo ha interessato il territorio comunale di Alassio, dove a Punta Murena la strada Aurelia è stata parzialmente chiusa a causa del distacco di pietre dalla rete di protezione. Il personale Anas è prontamente intervenuto per regolamentare il traffico a senso unico alternato e mettere in sicurezza il costone, ma l'episodio è indicativo di una fragilità diffusa che, in queste ore di maltempo intenso, emerge in tutta la sua pericolosità. Le previsioni, che parlano di un'attenuazione dei fenomeni solo a partire dalle prime ore di lunedì, lasciano presagire che il bilancio dei danni e dei disagi, dalla Val Merula alla Val Bormida passando per il ponente savonese, sia purtroppo destinato a crescere ancora, con la macchina dei soccorsi e degli enti locali saldamente in trincea per garantire la sicurezza dei cittadini.




