Maltempo nel savonese, nevicata storica a bassa quota: disagi e frane lungo la costa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’ondata di maltempo che si sta abbattendo sulla Liguria, e in particolare modo sulla provincia di Savona, sta assumendo connotati eccezionali per la peculiarità dei fenomeni osservati, laddove l’abbassamento delle temperature ha trasformato le precipitazioni in neve anche a quote inconsuete per il territorio, creando uno scenario che non si registrava da diversi anni. L’entroterra, con l’alta Val Bormida e il sassellese, si è risvegliato sotto una coltre bianca: fiocchi caduti copiosi nella notte tra sabato 14 e domenica 15 marzo, imbiancando paesi come Osiglia, dove le immagini mostrano un paesaggio tipicamente invernale, e interessando le alture di Cairo Montenotte, con nevicate segnalate anche lungo la A6 Torino-Savona nel tratto compreso tra Ceva e il bivio con la A10. Quello che colpisce, analizzando i dati forniti dai bollettini e dai servizi di monitoraggio, è l’entità degli accumuli registrati a una distanza così ravvicinata dal mare: a Sassello, comune situato a circa 380 metri di quota, il manto ha raggiunto i dieci centimetri, ma salendo di poco, verso la frazione di Palo che si attesta sui seicento metri, l’altezza della neve è raddoppiata arrivando a circa venti centimetri. Un dato ancor più significativo emerge dalle rilevazioni del servizio Meteomont, che ha certificato come a quote appena superiori, intorno ai 950 metri nel territorio sassellese, gli accumuli abbiano sfiorato i 35 centimetri, un valore che rende l’evento paragonabile, per intensità e quota, a quelli storicamente più rilevanti per l’Appennino ligure.

Un allerta arancione che ha anticipato il peggioramento

La perturbazione, come preannunciato dai modelli previsionali, non ha colto impreparati i sistemi di protezione civile: Arpal aveva infatti diramato un’allerta arancione per temporali sul centro-ponente della regione, entrata in vigore nella tarda serata di sabato e rimasta attiva fino alle prime ore di domenica, alla quale si è accompagnata un’allerta gialla per neve specifica per i versanti padani di ponente, un segnale chiaro di come l’abbassamento dello zero termico sarebbe stato repentino e consistente. Le raffiche di vento, che hanno soffiato con intensità di burrasca dai quadranti meridionali, hanno preceduto l’arrivo della neve, creando le condizioni per una notte di intenso lavoro per i vigili del fuoco, chiamati a intervenire in diversi punti della provincia per alberi pericolanti e strutture rese instabili dalla furia del vento. Le precipitazioni, inizialmente piovose sulla costa, si sono via via trasformate in nevia via via che si procedeva verso l’interno, regalando uno spettacolo suggestivo ma al contempo complicando la viabilità secondaria, in particolare sulle strade provinciali che collegano i piccoli borghi dell’entroterra.

La costa sotto scacco di frane e allagamenti

Mentre nell’entroterra la neve cadeva silenziosa, sulla riviera savonese il maltempo ha assunto i connotati più classici del dissesto idrogeologico, con piogge insistenti che hanno rapidamente saturato il terreno, già provato dalle precedenti perturbazioni. La situazione più critica si è verificata nel ponente savonese, dove la frazione Tigorella, nel comune di Andora, è rimasta isolata a causa di una frana che ha invaso la carreggiata, rendendo impraticabile la strada di accesso. I residenti della parte alta della frazione, in questo momento, possono raggiungere le proprie abitazioni solo percorrendo a piedi un passaggio pedonale che è stato ricavato grazie all’intervento di una ruspa, un varco stretto che però non consue l’transito ai veicoli, una situazione che genera non poche preoccupazioni in caso di necessità improvvise, sebbene le autorità locali, con il sindaco presente sul posto, stiano coordinando gli interventi di ripristino per rimuovere i massi e il fango che hanno ostruito la sede stradale. Non si tratta di un episodio isolato: smottamenti e cadute di massi sono stati segnalati in diversi punti della provincia, con la protezione civile intervenuta sulla strada provinciale 29, dove un masso era rotolato sulla carreggiata, e con disagi anche ad Alassio, dove sull’Aurelia all’altezza di Punta Murena il transito è stato regolato a senso unico alternato.

Un evento meteorologico destinato a rimanere negli annali

L’eccezionalità dell’evento, come sottolineano i meteorologi, non risiede tanto nella presenza della neve in sé, quanto nella sua persistenza e accumulo a quote così basse e prossime alla costa, un fenomeno che per intensità non si verificava da anni e che ha portato la neve a cadere copiosa in località come Alberola, dove intorno ai 980 metri il manto ha sfiorato i 40 centimetri, imbiancando boschi e pascoli in un periodo dell’anno in cui la primavera inizia solitamente a farsi sentire. L’allerta, seppur in attenuazione, rimane alta per tutta la giornata di domenica, con Arpal che ha diramato un’allerta gialla valida fino alle dieci del mattino, in attesa di un miglioramento atteso dal pomeriggio quando i fenomeni dovrebbero esaurirsi a partire dal levante, lasciando spazio a graduali schiarite. Nel frattempo, le squadre operative dei comuni e della provincia sono al lavoro per censire i danni e ripristinare la viabilità ordinaria, mentre gli abitanti della Val Bormida e del Sassellese si riscoprono protagonisti di un risveglio invernale che, nonostante i disagi, regala panorami di rara bellezza, con i tetti e le piazze dei borghi imbiancati a pochi chilometri dal mare.

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