Quei punti luminosi nel cielo tra Genova e la Toscana: la sera del primo maggio occhi all'insù tra starlink e detriti spaziali

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La serata del primo maggio, complice forse il ponte lungo o semplicemente il caso di trovarsi al posto giusto nel momento giusto, ha regalato a molti italiani un fenomeno celeste capace di tenere con il naso all’insù intere città. Se a Genova l’attenzione si è concentrata su una sorta di “trenino” luminoso che attraversava la volta stellata, in Toscana lo spettacolo è stato profondamente diverso, quasi opposto nelle sue caratteristiche, e ha generato un mix di stupore e interrogativi tecnici tra gli astrofili della zona.

Il “treno” della tecnologia sopra il capoluogo ligure

Tra Sampierdarena, Oregina e fino a Corso Italia, i residenti si sono accorti di una fila ordinata di luci brillanti in movimento. Non si trattava di un evento atmosferico tradizionale, né di una meteora; la configurazione geometrica delle luci, troppo allineate e lente per essere un bolide, ha subito orientato gli esperti verso una spiegazione di natura antropica. A fugare i dubbi ci ha pensato Walter Riva, figura di riferimento per la rete PRISMA (ovvero la Prima Rete Italiana per lo Studio sistematico delle Meteore e dell’Atmosfera) che opera sotto il coordinamento dell’INAF. Secondo la sua analisi, quella scia ipnotica sarebbe riconducibile alla fase immediatamente successiva al lancio dei satelliti Starlink, quando i nuovi oggetti, ancora ammassati e non distanziati, viaggiano in formazione riflettendo la luce solare – o in questo caso, probabilmente esaltati dal chiarore della Luna piena.

Il mistero della sfera luminosa sulla costa toscana

Poco più a sud, la cronaca degli avvistamenti assume una piega diversa. Da Livorno a Massa, sono decine le segnalazioni che descrivono un singolo oggetto, descritto come una “grossa sfera luminosa”. Tra i documenti raccolti spicca lo scatto inviato da Fabrizio Guasconi dell’Associazione Livornese Scienze Astronomiche, che alle 22:01 ha immortalato l’anomalia nel cielo. Ciò che ha colpito gli osservatori non è stata solo la luminosità intensa, ma il comportamento stesso della sfera: una velocità di crociera decisamente più lenta rispetto a quella di una meteora classica e, particolare ancor più rilevante ai fini investigativi, la chiara separazione di frammenti dal principale che procedevano lungo la traiettoria.

La “disintegrazione” e le ipotesi investigative degli astronomi

Il viaggio di questo oggetto misterioso non è terminato nel silenzio. Nel corso del suo transito, la sfera ha subito quella che molti hanno definito una “disintegrazione”, lasciando dietro di sé una scia dal colore rosso acceso prima di scomparire. Questo dettaglio, unito alla lentezza del moto apparente, ha spinto gli astronomi (che non hanno ancora emesso un bollettino ufficiale univoco) a formulare un’ipotesi prevalente: più che di un satellite operativo, potrebbe trattarsi del rientro atmosferico di un detrito spaziale o di uno stadio di razzo dismesso. L’alone che avvolgeva l’oggetto, accanto al quale brillava nitido il pianeta Giove, è compatibile con l’attrito dell’alta atmosfera su un in caduta, mentre la scia rossa suggerisce la combustione di materiali specifici tipici delle fasi di rientro dei vettori.

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