Missili contro la raffineria Saudi Aramco: nuovo fronte di fuoco nel conflitto in Medio Oriente

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un vasto incendio è divampato presso il complesso petrolifero di Jizan, nel sud-ovest dell'Arabia Saudita, dopo che almeno cinque missili balistici hanno centrato il terminal marittimo della compagnia Saudi Aramco. L'attacco, rivendicato dai ribelli Houthi dello Yemen, rappresenta una significativa escalation nel conflitto che sta ridisegnando gli equilibri del Medio Oriente, allargando il fronte bellico ben oltre i confini iraniani e coinvolgendo direttamente le infrastrutture energetiche cruciali per l'economia globale.

Secondo le prime ricostruzioni, l'impianto di Jizan, entrato in funzione nel 2022 con un investimento di 21 miliardi di dollari e una capacità di raffinazione fino a 400 barili al giorno, è stato colpito in più punti, con fiamme che hanno avvolto le unità di lavorazione del greggio e i depositi di stoccaggio.

La rappresaglia Houthi e il blocco navale

L'attacco missilistico contro la raffineria saudita arriva come diretta conseguenza dei raid attribuiti all'aviazione saudita sulla città yemenita di Hodeidah, roccaforte degli Houthi sul Mar Rosso, dove sarebbero stati distrutti serbatoi di carburante e centrali di telecomunicazione. Lo scambio di ostilità segue l'annuncio del movimento yemenita di un blocco navale contro Riyadh e della chiusura dello stretto di Bab el-Mandeb alle navi saudite, una delle rotte marittime più strategiche per il commercio mondiale e il trasporto di petrolio.

La scelta di colpire il cuore dell'industria energetica saudita, con cinque missili balistici concentrati su un unico obiettivo, segna un'intensificazione della tattica adottata dagli Houthi, che nelle ore precedenti avevano già danneggiato due petroliere saudite nel Mar Rosso, la Encelia e la Layla, accusate di aver violato il blocco navale imposto dal gruppo armato.

Le reazioni di Trump e il fronte diplomatico

Mentre le fiamme divampano a Jizan, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di essere "vicino a una decisione" su un attacco massiccio contro l'Iran, più grande di quello condotto durante l'operazione Epic Fury, definendo Teheran "seria come dovrebbe essere" nel negoziare pur senza garantire il raggiungimento di un accordo.

In un'intervista ad Axios, Trump ha precisato che Israele si unirebbe "in due minuti" a una nuova offensiva su richiesta, ma che gli Stati Uniti "non hanno bisogno di nessuno" per colpire l'Iran, avvertendo al contempo di possibili "conseguenze" per Israele in caso di coinvolgimento diretto.

Sul fronte diplomatico, le prospettive di una tregua appaiono sfumate: fonti regionali riferiscono che Teheran ha respinto una proposta di cessate il fuoco mediata dal premier iracheno dopo il suo incontro con Trump alla Casa Bianca, perché l'Iran non intende accettare un'intesa temporanea che lasci irrisolto il controllo dello Stretto di Hormuz.

L'Italia e la missione Aspides nel Mar Rosso

In questo quadro di tensione, l'Italia ha ribadito il proprio impegno nella missione Aspides nel Mar Rosso, con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha sottolineato come l'operazione serva a proteggere i traffici marittimi da cui dipende una parte importante dell'economia nazionale. "Aspides non è nata come una gita sociale: abbiamo accettato di fare parte di una missione che serve proprio a questo", ha dichiarato Crosetto, evidenziando la necessità di evitare che si rafforzi la tattica del caos perseguita dai pasdaran.

Il ministro ha inoltre osservato che l'obiettivo dell'Iran è creare il caos maggiore possibile, considerandolo la loro arma principale, e che non si stupirebbe se, di fronte agli attacchi statunitensi, Teheran decidesse di allargare il più possibile il perimetro del conflitto, come già accaduto in passato. La guerra nel Golfo si allarga dunque anche al Mar Rosso e allo stretto di Bab al-Mandeb, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile, toccando il livello più alto da fine maggio, e con un rialzo di quasi il 40 per cento nel mese di luglio.

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