Salone del Libro 2026, Torino accoglie 254mila visitatori tra giovani e editoria digitale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Salone del Libro 2026 di Torino ha chiuso con un’affluenza senza precedenti: oltre 254mila visitatori hanno partecipato all’evento dal 14 al 18 maggio, segnando un incremento significativo rispetto all’edizione precedente. Già il giovedì di apertura, il 14 maggio, erano stati superati i 40mila ingressi, con un aumento del 20% rispetto allo stesso giorno del 2025. Numeri che confermano la crescente attrattiva della manifestazione e la capacità di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, dalle famiglie agli studenti, con code lunghe non solo agli stand ma persino ai servizi.
Numeri e partecipazione: studenti, espositori e pubblico under 25
L’edizione 2026 si distingue per la varietà delle presenze: 34.500 studenti e docenti hanno partecipato con le scuole, mentre circa il 24% dei visitatori aveva meno di 25 anni. Anche il numero degli espositori ha raggiunto un record, insieme agli eventi organizzati e alla partecipazione agli stand. La manifestazione ha confermato l’interesse per l’editoria per bambini e ragazzi, con laboratori e incontri dedicati che hanno attirato un pubblico giovane e curioso, consolidando il ruolo del Salone come punto di riferimento culturale e di innovazione nell’editoria italiana.
Focus sui giovani e sull’editoria digitale
Il Salone del Libro 2026 ha posto i giovani al centro della programmazione, ispirandosi al tema de “Il mondo salvato dai ragazzini” di Elsa Morante. L’evento ha esplorato nuovi linguaggi e media digitali, puntando a intercettare le nuove generazioni di lettori. Questo approccio ha favorito la partecipazione attiva dei ragazzi, attraverso workshop, incontri con autori e spazi dedicati alle innovazioni editoriali. Il dato dei 254mila visitatori riflette non solo l’affluenza, ma anche la capacità del Salone di restare rilevante e attrattivo per il pubblico under 25.
Prospettive future e governance
Subito dopo la chiusura, il dibattito si è spostato sulle prospettive future della manifestazione. Tra le ipotesi più discusse c’è l’ingresso del ministero della Cultura nella governance del Salone, una possibilità che incontra resistenze politiche locali. Il sindaco Lo Russo ha ribadito che “Il Salone appartiene a Torino”, mentre il presidente Cirio ha commentato ironicamente la presenza dei politici di sinistra tra i padiglioni. La discussione sulle future edizioni coinvolge quindi non solo l’organizzazione dell’evento, ma anche il ruolo istituzionale e strategico della città nella gestione di una manifestazione che continua a crescere sia in dimensione che in rilevanza culturale.
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