Chivu ha scelto, Stankovic resta all’Inter: il tecnico punta tutto sul 2005
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Aleksandar Stankovic, dalla sala dei trofei dell’Inter, nel cuore pulsante della sede nerazzurra, ha voluto mandare un messaggio chiaro e diretto a Cristian Chivu. Gli anni trascorsi insieme nelle giovanili, con i successi e le sfide quotidiane, non si cancellano certo con il passare dei mesi e adesso, per la prima volta, i due si ritroveranno fianco a fianco tra i cosiddetti "big", in quella che si preannuncia come una stagione ricca di novità e di conferme.
Il centrocampista classe 2005, figlio d'arte di quel Dejan Stankovic che ha scritto pagine importanti nella storia recente dell'Inter, non sarà oggetto di alcuna trattativa di mercato: la decisione è stata presa e il tecnico romeno, da poco ufficializzato come nuovo allenatore della prima squadra, ha scelto di puntare con convinzione sul giovane talento, considerandolo a tutti gli effetti un elemento su cui costruire parte del futuro.
Un capitale tecnico da 40 milioni
Non si tratta, dunque, di una pedina da monetizzare o da inserire in qualche operazione finanziaria per fare cassa, perché il valore di Aleksandar Stankovic, stando alle valutazioni interne e a quelle di chi segue il mercato, supera già abbondantemente i quaranta milioni di euro.
Una cifra che, per un ragazzo di vent'anni, potrebbe far girare la testa a molti dirigenti, ma nell'ambiente nerazzurro si respira un'aria differente: l'Inter lo considera un patrimonio tecnico prima ancora che economico e la volontà di Chivu, espressa con chiarezza nei primi giorni del ritiro estivo, è quella di trattenerlo e di farlo crescere ulteriormente, sfruttando le qualità che lo hanno reso protagonista già ai tempi della Primavera.
Il messaggio arrivato da Stankovic, che ha ringraziato pubblicamente il suo ex allenatore per la grande occasione, non lascia spazio a dubbi: il ragazzo è consapevole dell'opportunità che gli si para davanti e non ha alcuna intenzione di sprecarla.
Dalle giovanili alla sala dei trofei
Nato a Milano il 3 agosto 2005, Aleksandar è cresciuto letteralmente con l'odore dell'erba di San Siro e con gli occhi puntati sul papà Dejan, che in quegli anni dominava il centrocampo nerazzurro e vinceva tutto ciò che c'era da vincere. Il suo ingresso nel settore giovanile dell'Inter è avvenuto all'età di dodici anni e da quel momento non ha più smesso di scalare le gerarchie, passando attraverso tutte le under fino ad arrivare alla Primavera, dove ha indossato anche la fascia da capitano proprio sotto la guida di Cristian Chivu.
Quella con il tecnico romeno è un'intesa che va oltre il semplice rapporto professionale, come dimostrano le parole pronunciate dal giocatore alla vigilia del ritiro: "Lo ringrazierò a vita, sono contentissimo di rivederlo", ha detto Stankovic, sottolineando l'importanza di quel legame costruito negli anni e destinato ora a rafforzarsi in un contesto completamente diverso e più esigente. La sala dei trofei, con i suoi ricordi e i suoi splendori, è stata la cornice ideale per un messaggio che sa di continuità e di progetto.
L'esperienza in Belgio e il sogno di San Siro
Prima di tornare a vestire definitivamente la maglia nerazzurra, Stankovic ha vissuto un'esperienza formativa al Club Brugge, in Belgio, dove ha avuto modo di misurarsi con un campionato diverso e con una cultura calcistica che gli ha insegnato molto, sia dentro che fuori dal campo.
"Quella in Belgio è stata un'esperienza fantastica, ho imparato tantissimo e il Club Brugge è una società clamorosa", ha raccontato il giovane centrocampista, spiegando come i belgi tengano in grande considerazione i giovani e come gli abbiano fornito un supporto determinante per la sua crescita personale e professionale.
Tuttavia, il richiamo di casa e il desiderio di realizzare quel sogno che coltiva fin da bambino, ovvero giocare a San Siro davanti ai tifosi nerazzurri, hanno avuto la meglio: "Per me questa è un'emozione che devo ancora elaborare", ha ammesso Stankovic, quasi incredulo di poter finalmente calcare quel prato che ha sempre ammirato da spettatore privilegiato. Ora, con Chivu pronto a dargli fiducia e con il mercato che non lo toccherà, il ragazzo avrà l'opportunità di dimostrare il suo valore in quella che potrebbe essere la stagione della definitiva consacrazione.




