Barcellona-Newcastle 7-2, la valanga blaugrana spazza via gli inglesi e vola ai quarti di Champions

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La musica, si sa, cambia radicalmente quando si passa dal verde del St. James' Park al tappeto del Camp Nou, e il Barcellona di Hansi Flick ne ha fornita l'ennesima, inequivocabile dimostrazione. Dopo l'equilibrio sostanziale dell'andata, chiusasi sull'1-1 in Inghilterra, ci si attendeva una battaglia tattica per il ritorno degli ottavi di finale di Champions League; quella che si è materializzata sul terreno di gioco catalano, invece, è stata una vera e propria valanga, un 7-2 che non lascia spazio a repliche e che proietta i blaugrana tra le grandi d'Europa. La partita, giocata mercoledì 18 marzo, ha regalato un primo tempo pirotecnico e una ripresa nella quale la squadra di casa ha semplicemente dilagato, imbeccata da un Raphinha semplicemente devastante e da un Lamine Yamal che, nonostante la giovane età, continua a scrivere pagine di storia del calcio.

Un primo tempo da montagne russe, poi la ripresa è un monologo

La partita si era messa subito in discesa per i padroni di casa, con il solito Raphinha che al sesto minuto freddava Aaron Ramsdale su assist dello stesso Yamal, ma la reazione del Newcastle è stata veemente e immediata. Anthony Elanga, attaccante svedese già nel primo tempo, ha risposto prima al quindicesimo minuto e poi al ventottesimo, rispondendo al momentaneo vantaggio siglato da Marc Bernal al diciottesimo e dimostrando che gli uomini di Eddie Howe non erano venuti a Barcellona per fare da comprimari. Sul 2-2, però, la squadra di Flick ha trovato la forza per allungare il passo proprio allo scadere: un calcio di rigore, concesso per un fallo su Raphinha, è stato trasformato con freddezza da Lamine Yamal, fissando il punteggio sul 3-2 con cui si è chiuso un primo tempo giocato a ritmi altissimi. Nella ripresa, però, il copione è cambiato radicalmente. Il Barcellona ha letteralmente spento gli ospiti, infilando quattro reti che hanno trasformato una partita combattuta in una goleada: al cinquantunesimo Fermin Lopez ha trovato il gol del 4-2, seguito a ruota dalla doppietta di Robert Lewandowski, arrivata tra il cinquantaseiesimo e il sessantunesimo minuto, e dal secondo centro personale di Raphinha al settantaduesimo, a suggellare una prestazione maiuscola che gli è valsa il premio di migliore in campo. Un successo netto, che per l'ampiezza del risultato richiama alla memoria le notti migliori del club catalano.

I numeri da record di una notte magica

Al di là del punteggio tennistico, la partita ha offerto statistiche e primati che meritano di essere sottolineati, perché aiutano a comprendere la portata della prestazione. Se Raphinha è stato il trascinatore con due gol e due assist, Lamine Yamal ha messo la sua firma indelebile sulla storia della competizione: diventando, a soli 18 anni e 248 giorni, il marcatore più giovane di sempre a raggiungere la doppia cifra di gol in Champions League, superando il precedente record che apparteneva a Kylian Mbappé. All'estremo opposto della curva dell'età, il veterano Robert Lewandowski, con i suoi 37 anni e 209 giorni, ha stabilito un altro record, diventando il giocatore più anziano a realizzare una doppietta in un match della massima competizione europea, scavalcando Filippo Inzaghi. Due primati che coesistono nello stesso spogliatoio e che raccontano di un Barcellona capace di unire la freschezza del proprio vivaio all'esperienza dei campioni affermati.

Verso un possibile derby spagnolo ai quarti

Con questo 7-2 e un risultato complessivo di 8-3, il Barcellona attende ora di conoscere il nome del suo prossimo avversario nei quarti di finale, che uscirà dalla sfida serale tra Tottenham e Atletico Madrid. La possibilità di un derby tutto spagnolo, con i "colchoneros" di Diego Simeone, è più che concreta e aggiungerebbe ulteriore pepe a un turno che si preannuncia infuocato. La squadra di Flick, dal canto suo, ha lanciato un messaggio chiaro a tutto il panorama europeo: in una notte di metà marzo, al Camp Nou, chiunque può essere travolto. Lo sa bene il Newcastle, tornato a casa con le ossa rotte e con la consapevolezza di aver assistito a una lezione di calcio spietato e senza sconti.

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