Dote Scuola, al via le domande per il Buono Scuola 2025-2026 in Lombardia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A partire dal 4 novembre, le famiglie lombarde, le quali abbiano figli impegnati in un percorso di studi presso le scuole primarie o secondarie – di primo e secondo grado – possono inoltrare la propria candidatura per ottenere il contributo noto come Buono Scuola. Questo strumento, che si inserisce nel più ampio sistema della Dote Scuola, rappresenta un aiuto economico a fondo perduto, volto a sostenere le spese, non indifferenti, legate all'iscrizione e alla frequenza degli istituti che prevedono il pagamento di una retta annuale. La Regione Lombardia, confermando un impegno ormai consolidato, ha destinato a questa misura qualcosa come 24 milioni di euro, una somma che, sebbene non risolutiva di tutte le difficoltà, costituisce un ausilio tangibile per un numero considerevole di nuclei familiari.

Il beneficio, la cui richiesta dovrà essere perfezionata entro e non oltre l'11 dicembre, è accessibile a coloro i quali abbiano i propri figli iscritti in scuole, sia statali che paritarie, che abbiano la propria sede legale in Lombardia; una possibilità, questa, estesa anche agli istituti situati in regioni limitrofe, a condizione, tuttavia, che lo studente faccia ritorno quotidianamente al proprio domicilio nella regione. L’assessore regionale all’Istruzione, Formana Tironi, ha rimarcato come il Buono Scuola incarni “un impegno concreto di Regione Lombardia per garantire il diritto allo studio e la libertà di scelta educativa delle famiglie”, sostenendo in particolar modo chi, pur disponendo di un reddito medio o basso, desidera per i propri figli un percorso formativo in linea con specifici valori e aspirazioni.

Il contributo, che non fa distinzione tra il network della scuola pubblica statale e quello degli enti paritari, si propone essenzialmente di alleviare l'onere finanziario che grava sulle famiglie, le quali si trovano a dover sostenere i costi di una retta. Si tratta di un meccanismo che, al di là del puro supporto economico, vuole preservare una facoltà fondamentale: quella di selezionare l'ambiente educativo ritenuto più idoneo, senza che questa opzione venga preclusa da vincoli di natura patrimoniale. La misura, pertanto, non è concepita come un mero sussidio, bensì come uno strumento abilitante per una reale parità di opportunità nell'ambito del sistema formativo.

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