Giugliano, il risveglio forzato di un residente: tamburo in chiesa per protesta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il rintocco delle campane, che per molti scandisce momenti di raccoglimento, per alcuni può trasformarsi in un disturbo persistente, capace di logorare la pazienza e di spingere verso gesti inconsueti. È quanto accaduto a Giugliano, in provincia di Napoli, dove un uomo di 67 anni ha scelto una modalità di contestazione plateale per esprimere il proprio disagio, interrompendo la funzione religiosa domenicale presso la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù. L’uomo, che risiede in via Oasi, a poca distanza dall’edificio di culto, è entrato nel luogo sacro mentre era in corso la messa e ha iniziato a suonare un tamburo, creando un’evidente dissonanza con i consueti canti e le preghiere.

Una protesta annunciata

Quella di domenica non rappresenta, in realtà, una reazione impulsiva e isolata, bensì l’apice di un malessere covato a lungo, come lo stesso interessato ha avuto modo di spiegare in un’intervista rilasciata a un’emittente locale. Antonio Mallardo, questo il nome del residente, ha motivato il suo gesto come un estremo tentativo di far comprendere alla controparte cosa significhi essere sottoposti, nella propria abitazione, a rumori molesti e continui. La sua azione, seppur di rottura, è stata condotta in maniera pacifica: dopo aver suonato per qualche minuto il suo strumento a percussione, si è allontanato spontaneamente dalla chiesa senza che si registrassero danni a cose o persone, lasciando però nella congregazione un momento di sconcerto e di interruzione forzata.

Le ragioni di un disagio prolungato

All’origine del dissidio, stando alla ricostruzione fornita dal protestatario, non vi sarebbe soltanto il suono periodico delle campane, ma un più ampio ventaglio di iniziative e attività che vengono regolarmente autorizzate sul terreno di proprietà della Diocesi. Questi eventi, se da un lato animano la vita parrocchiale, dall’altro contribuiscono ad alimentare un inquinamento acustico che, per chi abita nelle immediate adiacenze, risulta difficile da sopportare nel corso del tempo. La sua, dunque, è una forma di rivendicazione che mira a ribaltare le parti, usando il disturbo sonoro per simboleggiare il medesimo fastidio che egli afferma di patire tra le mura domestiche.

L’intervento delle forze dell'ordine e la posizione del parroco

Sul luogo della singolare protesta sono prontamente intervenuti i carabinieri, allertati probabilmente dai fedeli presenti. I militari hanno ascoltato le versioni dei presenti e hanno parlato con il parroco, il quale, in quella prima fase, ha manifestato una posizione di grande comprensione e pazienza, dichiarando di non essere per il momento intenzionato a sporgere una formale denuncia verso il 67enne. Un atteggiamento, quello del religioso, che sembra privilegiare la via del dialogo e della mediazione, lasciando aperta la possibilità di un confronto per appianare una controversia che affonda le radici nella convivenza tra le esigenze di una parrocchia vivace e il diritto alla quiete di chi risiede nei dintorni.

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