Scontro sulla manovra, Landini attacca: "Nessuna risposta, il Paese va a sbattere"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre si avvicina il Consiglio dei ministri che dovrà varare la legge di bilancio, il clima tra esecutivo e parti sociali rimane teso, dopo un incontro a Palazzo Chigi che il segretario della Cgil, Maurizio Landini, non ha esitato a definire "dannoso". Secondo quanto riferito dal leader sindacale, che ha parlso con toni duri al termine del vertice, il governo avrebbe mantenuto le carte coperte, offrendo solo vaghi accenni sulla direzione di marcia senza fornire alcuna risposta concreta alle proposte avanzate dalle organizzazioni dei lavoratori. Una opacità, questa, che ha contribuito ad alimentare un profondo scetticismo su quella che, per quel poco trapelato, viene percepita come una manovra incapace di risollevare le sorti del Paese.

Il nodo irrisolto del carico fiscale

Al centro del confronto, che ha visto un acceso botta e risposta tra Landini e il ministro dell'Economia, è emersa in particolare la questione spinosa del "fiscal drag", l'aumento occulto delle imposte causato dall'inflazione che spinge i contribuenti in scaglioni Irpef più alti senza un reale incremento del potere d'acquisto. Il segretario della Cgil ha rimarcato con forza la richiesta di una restituzione di quanto pagato in più dai lavoratori e dai pensionati, stimato in circa duemila euro in due anni. Una esigenza, questa, che sembra trovare parziale accoglienza nelle parole del ministro, il quale ha affermato che l'esecutivo "ha cominciato a restituire", lasciando intendere la possibilità di estendere il taglio dell'Irpef oltre una certa soglia reddituale. Tuttavia, tali aperture non sono state giudicate sufficienti, restando nel vago e senza tradursi in impegni precisi.

La critica alla mancanza di visione

Oltre alla questione puramente tributaria, le critiche si sono concentrate sulla struttura generale della manovra, accusata di trascurare completamente gli investimenti e di non affrontare i nodi strutturali che da anni frenano la crescita italiana. Landini ha sottolineato come il disegno economico del governo, per come è stato finora intuito, non contenga misure adeguate per far fronte all'emergenza salariale, che continua a erodere il tenore di vita di una fetta consistente della popolazione. Senza una inversione di rotta su questi temi, secondo la visione del sindacato, la legge di bilancio rischierebbe di aggravare le condizioni del Paese invece di migliorarle, privandolo degli strumenti necessari per competere e per garantire un benessere diffuso.

Un dialogo che fatica a decollare

L'incontro, che avrebbe dovuto costituire un momento di confronto costruttivo in vista di una scadenza cruciale, si è dunque trasformato in un nuovo capitolo di uno scontro dialettico sempre più aspro. L'assenza di risposte circostanziate alle richieste sindacali, unita alla percezione di una manovra economicamente fragile e socialmente poco incisiva, ha allargato la distanza tra le parti. La sensazione, uscendo da Palazzo Chigi, è che il dialogo sociale stentini a trovare un terreno comune, con il governo chiamato a compiere scelte delicate in tempi rapidissimi, mentre le proteste e le perplessità, come dimostrano le dichiarazioni di ieri, continuano ad accumularsi.

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