Luino, 25enne uccide il padre adottivo a coltellate durante una lite: fermato nella notte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Boris Rezzonico, 57 anni, cittadino svizzero domiciliato a Lugano, è morto domenica sera nell’appartamento di via Vittorio Veneto a Luino, colpito a morte dal figlio adottivo Francesco, 25enne, durante una lite degenerata in tragedia. L’arma del delitto, un coltello da cucina, è stata utilizzata per sferrare il colpo fatale, che ha lasciato alla vittima ferite profonde e incompatibili con la sopravvivenza.

L’episodio, avvenuto poco prima delle 20 nell’abitazione dove risiede l’ex moglie di Rezzonico, è stato seguito dall’immediato intervento dei carabinieri, che hanno rintracciato e fermato il giovane a poca distanza dal luogo del crimine. Trascorse alcune ore in caserma, sottoposto a interrogatorio, Francesco Rezzonico è stato arrestato nella notte con l’accusa di omicidio volontario.

Le dinamiche, ancora in fase di ricostruzione, suggeriscono che la colluttazione sia scoppiata per motivi non ancora chiariti, sebbene il movente appaia legato a tensioni familiari pregresse. La vittima, separato dalla compagna, aveva mantenuto rapporti con i figli adottivi, tra cui proprio Francesco, la cui posizione è ora al centro delle indagini coordinate dalla procura di Varese.

Quello di Luino si aggiunge a una serie di casi di violenza domestica che, pur con contorni diversi, ripropongono il tema del conflitto all’interno delle mura di casa, spesso sfociato in esiti irreparabili. Le autorità, intanto, hanno avviato gli accertamenti per verificare eventuali precedenti o segnalazioni di disagio, mentre il corpo di Boris Rezzonico è stato trasferito all’istituto di medicina legale per l’autopsia.

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