Il piano dell’Inter per Koné e la rivoluzione della mediana

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La macchina del calciomercato, si sa, non si ferma mai, e in viale della Liberazione i riflettori sono già puntati sulla prossima estate, quella che dovrebbe segnare un vero e proprio cambio di ciclo per l’Inter di Cristian Chivu. Al centro del progetto tecnico del nuovo allenatore nerazzurro, subentrato a Simone Inzaghi, ci sarebbe un nome preciso, un vecchio pallino della dirigenza: Manu Koné, centrocampista francese della Roma. Le voci su un suo possibile approdo a Milano non si sono mai spente del tutto, neanche dopo il dietrofront della scorsa estate, quando i giallorossi, dopo un iniziale tentennamento, hanno blindato il giocatore dichiarandolo incedibile. E adesso, a riportare in auge la pista che porta al numero 17 romanista ci hanno pensato diverse testate, soffiando sul fuoco di un interesse che, a quanto pare, non si è mai raffreddato.

Perché l’Inter torni alla carica con convinzione, d’altronde, i motivi sono molteplici e strutturali. La necessità di ringiovanire e rivoltare come un guanto il reparto di centrocampo è diventata ormai una priorità assoluta, dettata non solo da scelte tecniche ma anche dalla scadenza naturale di alcuni contratti. Giocatori del calibro di Henrikh Mkhitaryan, per esempio, sono destinati a salutare, e lo stesso destino potrebbe toccare ad altri big della rosa attuale, un ricambio generazionale che richiederà innesti di qualità e personalità. In questo scenario, Koné rappresenterebbe il prototipo ideale del centurione moderno, quel mix di fisicità, dinamismo e qualità cercato da Chivu per dare nuova linfa alla mediana.

La concorrenza, però, non manca e la situazione contrattuale del giocatore, blindato dalla Roma, rende l’operazione complessa. Stando a quanto filtrato, i capitolini non avrebbero alcuna intenzione di privarsi del francese con facilità, e il prezzo del cartellino, che la scorsa estate si aggirava intorno ai quaranta milioni, potrebbe persino lievitare. Per l’Inter, che dovrà fare i conti con un bilancio da rispettare e con la necessità di monetizzare dalle possibili cessioni eccellenti – non si escludono sacrifici pesanti per finanziare il nuovo corso – la partita si annuncia quindi in salita.

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