Brunson trascina i Knicks a gara 6, Pacers costretti a rimandare i festeggiamenti
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Redazione Sport
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New York non ha intenzione di arrendersi. Con le spalle al muro, i Knicks hanno risposto colpo su colpo all’assalto degli Indiana Pacers, imponendosi con un netto 111-94 nel quinto atto delle finali di Eastern Conference e rimandando così la resa dei conti a gara 6, in programma a Indianapolis nella notte tra sabato e domenica. Una vittoria che, oltre a tenere in vita le speranze della squadra di Tom Thibodeau, ha dimostrato come il roster newyorchese sappia reagire sotto pressione, trasformando un momento critico in un’occasione per ribadire la propria competitività.
Jalen Brunson, autore di 32 punti, è stato ancora una volta il faro dell’attacco, mentre Karl-Anthony Towns, nonostante i dubbi prepartita sul suo stato fisico dopo gli acciacchi riportati in gara 4, ha confermato la sua presenza decisiva con 24 punti. I due, che in questa serie hanno superato stabilmente la soglia delle 20 realizzazioni a testa, rievocano le prestazioni di coppie storiche come Kobe Bryant e Shaquille O’Neal, i quali nel 2002 dominarono in modo simile nei playoff. Sebbene il paragone con i leggendari Lakers resti audace, l’intesa tra Brunson e Towns sta diventando un fattore sempre più determinante per i Knicks, che nella serata di ieri hanno saputo sfruttarla al meglio.
La partita, in verità, non ha mai avuto storia. Dopo un primo quarto equilibrato (27-23), i Knicks hanno progressivamente allungato il passo, costruendo un vantaggio che a inizio ultimo periodo sfiorava i 20 punti. Merito di una difesa più aggressiva e organizzata rispetto alle gare precedenti, che ha limitato le opzioni degli ospiti, costretti a cercare soluzioni individuali spesso inefficaci. Indiana, pur mantenendo il comando della serie (3-2), ha mostrato per la prima volta qualche incertezza, pagando forse la tensione per l’opportunità di chiudere subito il discorso.




