Risveglio rossoblù, il Bologna stenta e il Como insegue fino al 94'
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Redazione Sport
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Un punto che ha il sapore amaro di un'occasione sprecata, quello conquistato dal Bologna al Sinigaglia, in una domenica dove il fischio finale è stato preceduto da troppe ombre e poche luci. I rossoblù, che pure erano passati in vantaggio all'inizio del secondo tempo con un'azione ben costruita da Cambiaghi, frutto di un pressing alto e organizzato, non sono riusciti a gestire il vantaggio, finendo per regalare iniziativa agli avversari. L'espulsione dello stesso realizzatore, del resto, ha costretto la squadra di Italiano a una ritirata difensiva, durante la quale ha mostrato tutte le sue fatiche attuali, confermando una fase di appannamento dopo i fasti della stagione scorsa. La rete del pareggio di Baturina, arrivata a un soffio dalla fine su una parabola perfetta che ha scavalcato una difesa statica, ha solo sigillato un equilibrio che, vista la dinamica della gara, il Como ha cercato con più convinzione negli ultimi venti minuti.
La lettura di Italiano e una squadra in cerca di identità
Dall'alto della sua esperienza, il tecnico Vincenzo Italiano ha provato a dare una chiave di lettura alla prestazione opaca dei suoi, parlando senza giri di parole ai microfoni di Sky Sport. "Se devo dire qualcosa, io penso che ci fossimo imborghesiti", ha affermato, in una dichiarazione che suona come un'autocritica corale e che rimanda a un approccio forse troppo compiacente dopo il successo in Supercoppa. Italiano, tuttavia, ha anche difeso il percorso della squadra, sottolineando come il calendario recente li abbia visti confrontarsi con alcune delle realtà più competitive del campionato, dal cui confronto non sempre si esce a testa alta senza che questo debba necessariamente costituire un allarme.
La prova individuale tra conferme e passi falsi
Nella partita si sono visti bagliori di giocatori che stanno lentamente ritrovando la loro forma migliore, come Heggem, il cui marcaggio attento ha annullato completamente le minacce di Douvikas, dimostrando una progressiva crescita dopo un inizio di stagione incerto. Al centro del campo, Fabbian ha cercato di dettare i tempi con corsa e qualità, mentre Ravaglia, pur non dovendo compiere interventi spettacolari, ha tenuto la porta con sicurezza, tamponando le varie falle che una difesa in dieci uomini inevitabilmente apriva. Diverso il discorso per Lucumi, la cui entrata in gara è stata funestata da un pericoloso regalo a Nico Paz, un errore di distribuzione che poteva costare molto più caro di quanto poi non sia successo. Rowe, dall'altro canto, ha fornito una prova anonima, senza quegli acuti che ci si aspetterebbe da un giocatore del suo talento.
Il contorno di tafferugli che macchia la giornata
La serata al Sinigaglia è stata purtroppo segnata anche da eventi estranei al rettangolo di gioco, che hanno coinvolto una frangia del tifo ospite. Gli scontri, avvenuti prima dell'incontro in un bar della città, hanno portato all'arresto di due tifosi bolognesi – uno dei quali già noto per precedenti di ordine pubblico – e alla denuncia di altri cinquantatré, oltre a cinque stranieri per la falsificazione dei biglietti d'ingresso. La dinamica, ricostruita dalla Polizia di Stato, parla di un agguato di un gruppo organizzato di ultras, prontamente sventato dalle forze dell'ordine, che ha evitato conseguenze più gravi ma non ha potuto impedire il lancio di oggetti e atti di resistenza. Un episodio di cronaca nera che getta un'ombra ulteriore su una trasferta già di per sé deludente sul piano sportivo.




