Il malore in sella alla bici elettrica a Firenze: il 17enne Gerlando Falzone non si è più ripreso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La luce tersa di una giornata di primavera, a Firenze, si è improvvisamente spenta sugli occhi di un ragazzo di appena diciassette anni. Gerlando Falzone, studente dell’Istituto Tecnico Superiore Branchina di Adrano, il paese che sorge alle pendici dell’Etna, aveva varcato il continente per quella che doveva essere una gita scolastica tra i capolavori del Rinascimento. Invece, il viaggio si è interrotto nel cuore della città toscana: il giovane, mentre si trovava in sella a una bicicletta elettrica durante un momento di svago con i compagni, ha accusato un improvviso malore. Ha perso i sensi, spiega una prima e ancora frammentaria ricostruzione, e nonostante i soccorsi – definiti tempestivi dagli investigatori – non c’è stato nulla da fare. Quel cuore così giovane, probabilmente, si è fermato per sempre, lasciando i professori e l’intera comitiva nella più totale incredulità.

L’attesa per l’autopsia e il vuoto di Adrano

La Procura della Repubblica di Firenze, competente per territorio, ha subito avviato le procedure per fare piena luce sulla dinamica clinica di quanto accaduto. In questi casi, quando la morte coglie all’improvviso una persona così giovane e in assenza di cause traumatiche evidenti (lo studente non è caduto dalla bici, ma ha semplicemente perso conoscenza mentre era in sella), l’unica strada per ottenere risposte certe è l’esame autoptico. I magistrati hanno quindi disposto il sequestro della salma del diciassettenne, fissando l’incisione per martedì 14 aprile. Sarà proprio il medico legale, con il suo esame, a dover stabilire se si sia trattato di un fatale arresto cardiaco, magari dovuto a una patologia congenita fino a quel momento silente, o se vi siano altri elementi a spiegare la fine improvvisa di Gerlando.

Nella città natale del ragazzo, Adrano, il dolore è palpabile. Il primo cittadino, Fabio Mancuso, ha voluto esprimere il cordoglio ufficiale della comunità. “Si rimane senza parole e basiti davanti a queste terribili notizie”, ha scritto in un post, parole che pesano come macigni in una domenica che doveva essere di riposo e che invece è diventata di lutto. Lui stesso ha definito la vicenda una “terribile notizia”, sottolineando come un giovane pieno di vitalità sia stato spezzato proprio nel momento più fertile della sua esistenza.

Un nome che è una eredità pesante e onorata

Quel cognome, Falzone, e quel nome, Gerlando, non sono mai stati semplici segni sul registro di classe per gli abitanti di Adrano. La sorte ha voluto che il ragazzo portasse esattamente lo stesso nome del nonno, una figura, quest’ultima, rimasta impressa nella memoria collettiva per un atto di estremo coraggio. L’altro Gerlando Falzone, infatti, era un appuntato della pubblica sicurezza e perse la vita in servizio nel lontano 1968, quando decise di affrontare a mani nude un delinquente barricato in una casa e armato di fucile. Una storia di eroismo che la polizia di Stato ha sempre ricordato e che il giovane studente, con orgoglio filiale, onorava ogni anno partecipando alle commemorazioni al fianco dei genitori. Un peso, quello del ricordo di un eroe, che il ragazzo portava con dignità, ignaro che il destino gli avrebbe riservato una fine altrettanto improvvisa, sebbene in un contesto tragicamente ordinario come quello di una vacanza scolastica.

La dinamica e i soccorsi in Toscana

Secondo le informazioni raccolte finora dai carabinieri, intervenuti sul posto insieme ai sanitari del 118, il momento fatale è arrivato senza alcun preavviso. Gerlando procedeva tranquillo sulla bicicletta a pedalata assistita, probabilmente godendosi il panorama della città insieme ai suoi compagni di classe dell’istituto Branchina, quando il malore lo ha colpito. Non ci sono state collisioni né cadute violente che possano aver causato traumi: il cuore del ragazzo ha semplicemente smesso di battere. La magistratura, come detto, sta ora esaminando la documentazione medica del giovane per escludere o confermare l’ipotesi di un malore fulminante, magari legato a un’aritmia o a un infarto. Nessuna ipotesi è al momento scartata, ma nemmeno confermata, e bisognerà attendere l’autopsia di martedì per avere un quadro chiaro. La salma rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria a Firenze fino al termine dei rilievi, mentre i genitori del ragazzo, giunti dalla Sicilia non appena appresa la notizia, hanno chiesto il massimo riserbo per elaborare un lutto che ha trasformato una gita di istruzione in un incubo senza fine.

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