Bologna, crollo senza alibi: il mea culpa di Freuler dopo il ko col Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una sconfitta che trascende il mero risultato, trasformandosi in una radiografia impietosa di una crisi ormai cronica, è quella subita dal Bologna nel confronto casalingo con il Milan. Il pesante 3-0 incassato al Dall'Ara, del tutto meritato per come si è dipanato, ha infatti offerto l'immagine di una squadra che, dopo appena una decina di minuti di sostanziale equilibrio, si è dissolta, mostrando una fragilità tanto tattica quanto caratteriale. Il giudizio, severissimo, che emerge dalla notte bolognese è quello di una compagine che, al primo segnale di difficoltà, perde non solo le distanze e la concentrazione, ma persino quell'istinto agonistico che dovrebbe costituire l'ultima difesa.

Le parole amare del centrocampista elvetico

A confermare, senza cercare scuse, questa percezione è stato lo stesso centrocampista Remo Freuler, il quale, a caldo, ha tracciato un'analisi spietata della prestazione collettiva. "Fino all'1-0 eravamo messi bene in campo", ha ammesso il giocatore, per poi aggiungere che il gruppo "paga carissimi gli errori che facciamo con continuità da un mese, un mese e mezzo". La sua diagnosi, lucida e preoccupante, ha sottolineato una dinamica ricorrente: "Appena succede qualcosa, il castello cade". Un meccanismo autodistruttivo che, come ha poi specificato, si è palesato anche nella sfida con i rossoneri, ai quali sono stati sostanzialmente "regalati" due dei tre gol.

Italiano e la fiducia tradita

Sul fronte tecnico, l'allenatore Vincenzo Italiano ha espresso la propria delusione per un esito così netto, dichiarandosi prima della partenza "molto fiducioso" e avendo preparato, a suo dire, "tutto ciò che poteva essere il Milan con la palla e senza palla". Tuttavia, la messa in pratica di quei principi è durata lo spazio di un lampo, vanificata da quelle ingenuità individuali e da quel collasso collettivo che hanno reso la serata surreale. La stanchezza, come ha tenuto a precisare Freuler respingendo ogni possibile alibi, non può essere invocata, data la breve distanza dalla partita di giovedì precedente.

Un declino che va oltre la classifica

Ciò che emerge, dunque, è un quadro di difficoltà più profonda, che riguarda la tenuta mentale e la capacità di mantenere una prestazione solida per l'intera durata di un match. L'incapacità di "mettere per 90 minuti la prestazione in campo", unita alla tendenza a pagare "caro" ogni minimo sbaglio, come sottolineato dal centrocampista, sta diventando una costante pericolosa. Il crollo contro una "squadra fortissima" come il Milan, avvenuto al primo sbaglio, non fa che fotografare una spirale negativa dalla quale diventa sempre più urgente uscire, ritrovando non solo il gioco, ma soprattutto quella compattezza che sembra essersi dissolta.

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