Bologna, vetrine in frantumi e casse svuotate: la stazione conta i danni dopo la guerriglia
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Redazione Interno
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Le serrande abbassate in fretta, la merce messa al riparo, poi il rumore dei vetri che si rompe. Per i commercianti dell’area di viale Pietramellara e della stazione di Bologna la giornata di sabato si è chiusa con un bilancio che va oltre i semplici atti vandalici: diversi esercizi hanno subito furti e saccheggi mentre erano chiusi per proteggersi dagli scontri.
Confcommercio Ascom e Confesercenti hanno raccolto le testimonianze di una fascia commerciale messa in ginocchio, dove chi ha cercato di difendere il proprio lavoro si è ritrovato derubato della merce che aveva tentato di tutelare.
La notte della tabaccheria e i danni stimati
Uno dei casi più gravi riguarda una bar tabaccheria della zona. I dipendenti si erano barricati all’interno del locale all’inizio della guerriglia, ma secondo la loro ricostruzione alcuni giovani sono riusciti a entrare lo stesso, spaccando una parete di vetro, forse con un piccone. Hanno portato via numerosi pacchetti di sigarette e danneggiato un frigorifero pieno di bevande; nessuno dei tre lavoratori presenti è rimasto ferito, ma la perdita economica si somma ai danni strutturali.
Il direttore generale di Ascom, Giancarlo Tonelli, ha indicato una prima stima di almeno 500 mila euro di danni senza contare i mancati incassi, sottolineando che dalle 15 le attività di via Indipendenza, Matteotti e Galleria 2 Agosto hanno smesso di lavorare.
L’appello di un agente ferito
Tra le vittime di quella giornata ci sono anche gli agenti schierati davanti alla stazione. Un poliziotto del Reparto mobile, rimasto ferito a braccia e gambe con una grossa pietra che gli ha staccato la visiera del casco, ha affidato a una lettera il suo sfogo: «Potrei essere vostro padre. E proprio per questo vi chiedo di riflettere». Nel testo l’agente racconta di essere stato aggredito per tutto il pomeriggio con pietre, bottiglie, segnali stradali, transenne e bombe carta, e aggiunge di temere non per la propria incolumità ma per quella dei ragazzi della sua squadra.
«Manifestare è un diritto, ma la violenza non può mai essere giustificata», si legge nella lettera, nella quale il poliziotto chiede rispetto per un lavoro che, sostiene, viene svolto con equilibrio e responsabilità.
La conta dei feriti e degli arresti
La Questura ha aggiornato il bilancio degli scontri: sono 75 i feriti tra le forze dell’ordine, di cui 18 con prognosi comprese tra i 10 e i 30 giorni. Gli arrestati sono cinque, quattro dei quali minorenni nati tra il 2008 e il 2010, deferiti a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni, danneggiamento aggravato e travisamento durante una manifestazione pubblica.
Una sedicenne è stata trovata in possesso di un coltello monofilare da 18 centimetri e di due paia di forbici con punte acuminate; dodici automezzi delle forze di polizia sono stati danneggiati e circa cinquanta persone sono state identificate.
La città che si rimbocca le maniche
A margine degli scontri, un gruppo di manifestanti ha deciso di ripulire via Dante dalla spazzatura lasciata al termine del corteo. Tra loro c’era Eleonora Piccone, 21 anni, studentessa di Relazioni Internazionali alla Statale, che aveva partecipato alla manifestazione con la madre e alcuni amici. «Abbiamo ripulito perché il giorno prima eravamo in piazza per i Fridays for future e per la scuola ed è stata una manifestazione assolutamente pacifica», ha raccontato, precisando che i violenti hanno svuotato di valore la protesta.
Nelle ore successive agli scontri, l’assessora comunale Luisa Guidone ha convocato le associazioni di categoria per valutare insieme iniziative di sostegno e risarcimento per i commercianti danneggiati, mentre Confesercenti ha chiesto un incontro urgente con prefetto e sindaco.
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