Il lungo silenzio di Orsolini: il rinnovo che non arriva e il ritorno dell’Arabia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A Riccardo Orsolini, in questo scorcio di 2026, non riesce proprio nulla. C’era un prima e c’è un dopo, e il confine tra questi due momenti – a guardare i numeri e le sensazioni che trasmette il giocatore – sembra tracciato in modo netto: fino a novembre dell’anno scorso, l’esterno rossoblù viaggiava su ritmi da assoluto protagonista, infallibile e trascinatore; dall’inizio dell’anno nuovo, invece, il suo contributo si è ridotto a due soli gol, entrambi accompagnati da una statistica pesante come quella dei due rigori sbagliati, entrambi falliti contro la Lazio in circostanze diverse ma ugualmente decisive. L’ultimo, calciato al Dall’Ara pochi giorni fa, è stato neutralizzato dal giovane portiere biancoceleste Motta, un episodio che ha finito per condizionare l’inerzia di una partita poi persa 2-0, l’ottava sconfitta interna nelle ultime dieci gare di campionato per la squadra di Vincenzo Italiano. La sua celebre esultanza, quel “toc toc” diventato un simbolo negli ultimi anni, manca ormai da troppo tempo, e la sensazione è che la resurrezione calcistica – per usare le parole di chi lo segue quotidianamente – stenti ad arrivare.

Un contratto ad honorem che aspetta una firma

Sullo sfondo di questo momento di appannamento tecnico, che ha visto il classe ’97 vivere anche la delusione della mancata convocazione in nazionale dopo il forfait di Federico Chiesa, si muove una partita ben più delicata, quella legata al futuro contrattuale. Il Bologna, infatti, ha già pronto un accordo che legherebbe Orsolini al club fino al 2029, con opzione per un’ulteriore stagione, un contratto che nelle intenzioni della dirigenza servirebbe a consacrarlo in maniera definitiva come bandiera, considerato che il legame con la città e con la maglia dura ormai dal gennaio 2018. Già nell’agosto scorso, l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva parlato di questo prolungamento come di un rinnovo “ad honorem”, facendo intendere una chiusura imminente e scontata, quasi una formalità per un giocatore che ha scelto più volte l’affetto della piazza rispetto ad altre opportunità. Eppure, nonostante i contatti con l’entourage siano frequenti e continui, la firma ancora non arriva, un silenzio che alimenta inevitabilmente interrogativi: c’è ancora qualche nodo economico da sciogliere, legato al tetto ingaggi imposto dal club e alle richieste del calciatore, ma il vero ostacolo potrebbe essere di altra natura.

La tentazione saudita e le parole di un amore rifiutato

A complicare il quadro, e a tenere alta la tensione in casa rossoblù, c’è il ritorno di fiamma dell’Arabia Saudita. Già nel giugno del 2025, l’Al Qadsiah – lo stesso club che aveva portato in Medio Oriente Mateo Retegui – aveva bussato alla porta con un’offerta faraonica: circa 10 milioni di euro a stagione per il giocatore e 25 milioni per il club, una cifra che avrebbe cambiato le coordinate economiche della sua carriera. All’epoca, Orsolini prese in considerazione la proposta – lo ha ammesso lui stesso in un’intervista, dichiarando che sarebbe stato “ipocrita” dire il contrario – ma alla fine scelse di restare, motivando la decisione con la necessità di dare spazio all’emotività piuttosto che al portafoglio, al desiderio di continuare a giocare in un ambiente dove si sente amato e dove può andare al campo col sorriso. Ora, a distanza di mesi, la situazione sembra ripresentarsi: non si parla ancora di un’offerta ufficiale, ma di sondaggi e di nuovi interessamenti, che confermano come il profilo dell’esterno offensivo continui a essere al centro delle attenzioni del mercato arabo, che potrebbe presto tornare alla carica.

L’affetto della curva e il peso delle scelte a 29 anni

In questo clima di incertezza, il rapporto con la tifoseria resta l’ancora più solida a cui Orsolini si aggrappa. Dopo la sconfitta con la Lazio, la squadra si è presentata sotto la Curva Bulgarelli come di consueto, e lì, tra i compagni, c’era anche lui, con la mano sul petto e le mani giunte, a chiedere scusa ripetutamente per l’errore dal dischetto. Un gesto che non è passato inosservato, così come non è passato inosservato lo striscione comparso a Casteldebole nella serata successiva, con un messaggio che sembra voler fugare ogni dubbio: “… il nostro amore non può cambiare per un calcio di rigore”. Un messaggio di sostegno incondizionato, che testimonia quanto il legame tra il giocatore e la città vada ben oltre il momento contingente. Eppure, per un calciatore che a 29 anni si trova di fronte a un bivio, le scelte di vita diventano decisive. Il Bologna ha la penna pronta per farlo diventare la bandiera totale, ma Orsolini, che in questa stagione ha comunque raggiunto il traguardo delle 300 presenze con la maglia rossoblù e resta il capocannoniere stagionale con 11 reti, sembra volersi prendere tutto il tempo necessario. Tra l’affetto di una piazza che lo ha adottato e le sirene che tornano a farsi sentire, il suo futuro rimane un rebus aperto.

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