Dio nasce anche in guerra
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il terzo Natale in guerra, sotto i bombardamenti, è stato particolarmente duro e sofferto per la popolazione ucraina, segnata da un sentimento diffuso di enorme stanchezza e dall'incertezza su quale sarà il futuro del Paese e su quale prezzo gli ucraini dovranno pagare per arrivare alla fine dei combattimenti. Mentre Donald Trump annuncia di voler incontrare al più presto Vladimir Putin e si parla di una prossima conferenza di pace che includa anche la Russia, l'Ucraina continua a subire attacchi massicci da parte delle forze di Mosca, che avanzano e conquistano nuove parti di territorio nell'est.
Nei villaggi lungo il fronte di Kupiansk, nella regione di Kharkiv, arriva per le feste la carità del Papa: cibo e medicine agli irriducibili che vivono negli scantinati. "Per resistere all’esercito russo, Gesù qui nasce sotto terra", afferma il vescovo ausiliare di Zaporizhzhia, sottolineando la resilienza della popolazione locale.
Per chi si trova in prima linea, è difficile mantenere vivo il senso della sacralità di ogni festa religiosa, a maggior ragione in occasione delle ricorrenze più importanti come il Natale o la Pasqua. Sono periodi in cui il ruolo del cappellano militare diventa fondamentale nel sostenere i militari che si trovano al fronte, esposti all’orrore della guerra e lontani dalle proprie famiglie.
Le famiglie dei prigionieri di guerra ucraini in Russia si riuniscono per ricordare i loro cari detenuti nelle prigioni e nelle camere di tortura russe.




