Mourinho: caos Vinicius e il crollo della Roma, "il gatto si nasconde e si vede la coda"
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Redazione Sport
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La notte dell'Olimpico ha regalato una rimonta che difficilmente si dimenticherà, ma José Mourinho, allenatore del Real Madrid, ha scelto di usare la sala stampa per puntare il dito contro qualcosa che va oltre il campo. Il tecnico portoghese, fresco della vittoria per 4-3 sulla Roma, ha trasformato la conferenza post-partita in un duro atto d'accusa nei confronti della Liga e dei tempi della giustizia sportiva spagnola, prendendo le difese di Vinicius Junior dopo la squalifica di quattro giornate rimediata in campionato.
La stoccata sulla squalifica di Vinicius
La sanzione, arrivata a poche ore dal fischio d'inizio della sfida di Champions League, ha fatto esplodere la rabbia del tecnico. Vinicius era stato espulso nella partita di campionato contro il Villarreal per aver tirato i capelli a Nathan Saliba e per le successive proteste nei confronti dell'arbitro, sommandosi così a un totale di quattro turni di stop che gli faranno saltare anche il Clasico contro il Barcellona.
Mourinho non ha mandato a dire: «Pensate che sia normale che un giocatore di una squadra spagnola che deve giocare una partita importante per il calcio spagnolo sappia che avrà quattro giornate di squalifica?», ha esordito, spiegando di aver appreso la notizia mentre il pullman della squadra era in viaggio verso lo stadio. «Avrebbero potuto farlo domani mattina. Dobbiamo venire in pullman e arrivare allo stadio per scoprire che Vinicius verrà squalificato per quattro partite».
Il tecnico portoghese ha poi usato un proverbio della sua terra per descrivere quella che ritiene una vera e propria manovra ai danni del Real Madrid: «In portoghese si dice che il gatto si nasconde e si vede la coda. Ora questo gatto è in libertà, si fanno cose senza avere vergogna». Parole pesanti, che secondo Mourinho non riguardano soltanto la singola vicenda disciplinare, ma un clima generale: «Non mi sembra normale uccidere un giocatore prima di una partita».
Il riferimento è al timing della comunicazione, arrivata quando l'ambiente madrileno era già concentrato sull'impegno europeo, e alla scelta di non concedere una giornata di margine per permettere alla squadra di elaborare l'assenza.
Il crollo giallorosso e il botta e risposta con Gasperini
Sul piano del gioco, la partita aveva raccontato una storia completamente diversa per oltre ottanta minuti. La Roma era passata in vantaggio al 20' con De Roon, poi Malen aveva firmato una doppietta a inizio ripresa portando i giallorossi sul 3-1, approfittando di un assist del neo entrato Mora e di una sponda di Soulé. Sembrava fatta, ma negli ultimi minuti il Real ha cambiato marcia, complice l'ingresso di giocatori come Endrick ed Espi, ribaltando il punteggio con tre reti in sette minuti, tutte sugli sviluppi di calci d'angolo.
Mourinho ha letto la rimonta come il risultato di un crollo fisico e mentale dei padroni di casa: «Sul 3-1, per tutti la partita era morta, ma quelli che erano morti erano i giocatori della Roma», ha sentenziato, ammettendo però la superiorità giallorossa nella prima parte del match. La replica di Gian Piero Gasperini non si è fatta attendere: «A me sembra che quelli che non ne potevano più fossero loro. Sono stati veramente surclassati in tutto. I gol non li hanno presi, li hanno fatti e giustamente valgono. Sui calci d'angolo hanno messo grande fisicità, per il resto non sono stati sicuramente all'altezza». Il tecnico della Roma ha inoltre sottolineato come la sua squadra non stesse soffrendo dal punto di vista fisico, attribuendo il crollo finale piuttosto a un blocco psicologico: «Nel finale ci siamo come paralizzati».
La reazione di Vinicius e la gestione del gruppo
Mourinho si è soffermato anche sul gesto di stizza di Vinicius al momento della sostituzione, avvenuta nella ripresa. Il brasiliano ha manifestato la propria frustrazione, e il tecnico ha preferito minimizzare: «Se fa quello che fanno molti come dare un calcio alla bottiglia sono cose che non amo, ma la frustrazione è normale. L'importante è che dopo la partita lui era molto felice ed è importante per me».
Vinicius, che aveva chiesto scusa ai tifosi e ai compagni tramite i social dopo l'espulsione in campionato, ha dovuto convivere con l'emozione di una serata particolare, nella quale ha comunque giocato prima di conoscere l'ufficialità del provvedimento.
La gestione di una rosa che deve fare i conti con assenze pesanti e un calendario fitto è ora il principale grattacapo per il Real Madrid. La squalifica di Vinicius, che salterà anche le sfide contro Siviglia, Racing e Valencia oltre al Clasico, costringerà Mourinho a ridisegnare l'attacco per diverse settimane. La vittoria dell'Olimpico, per quanto spettacolare, ha consegnato ai blancos tre punti pesanti ma anche la consapevolezza di dover convivere con una situazione disciplinare che il tecnico ha definito senza mezzi termini inaccettabile.
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