Squid Game 3 chiude la serie con un finale a sorpresa, mentre Netflix prepara lo spin-off
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La terza e ultima stagione di Squid Game ha portato a compimento la storia di Seong Gi-hun, protagonista interpretato da Lee Jung-jae, con un epilogo che, tra colpi di scena e sacrifici estremi, ha lasciato il pubblico diviso. Gi-hun, tornato nel gioco con l’obiettivo di distruggerlo dall’interno, si è scontrato con nuove prove letali e tradimenti inaspettati, culminando in un gesto definitivo per salvare la figlia di Jun-hee, che eredita così il titolo di vincitrice.
Netflix, consapevole del successo planetario della serie coreana, ha già annunciato un nuovo progetto per espandere il franchise, anche se i dettagli restano ancora vaghi. I numeri di ascolto, del resto, non lasciano spazio a dubbi: Squid Game continua a dominare le classifiche della piattaforma, confermandosi come uno dei titoli più discussi degli ultimi anni.
Non sono mancate, però, le polemiche. Alcuni spettatori hanno notato somiglianze tra il finale della serie e quello di Circle, film horror del 2015 disponibile sempre su Netflix, in cui i personaggi affrontano un gioco di sopravvivenza con dinamiche analoghe. Se la questione abbia solide basi o sia frutto di semplici coincidenze, resta un dibattito aperto.
Intanto, i fan più attenti si sono concentrati sugli easter egg disseminati lungo la stagione, come le scritte enigmatiche apparse sui muri del dormitorio, che hanno alimentato teorie e interpretazioni. Un dettaglio, tra i tanti, che dimostra come Squid Game abbia saputo mantenere fino all’ultimo episodio quell’atmosfera di mistero e tensione che l’ha resa celebre.




