Berkshire Hathaway, i conti e la liquidità record: il primo trimestre dell’era post Buffett

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il passaggio di consegne, avvenuto all’inizio dell’anno, non ha prodotto scossoni. Anzi. Berkshire Hathaway, la casa d’investimenti che Warren Buffett ha trasformato in una leggenda di Wall Street, ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto di 10,1 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 4,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Una performance, quest’ultima, alimentata tanto dalla rivalutazione del portafoglio titoli quanto da un miglioramento diffuso – e per certi versi inaspettato – delle attività operative. L’assemblea annuale di Omaha, la prima senza il novantacinquenne fondatore al centro della scena operativa dopo sessant’anni di regno incontrastato, ha offerto così il primo banco di prova concreto per il successore designato, Greg Abel.

L’erede sceglie la continuità: niente rivoluzione, anzi

Greg Abel, manager canadese di 63 anni diventato amministratore delegato all’inizio del 2026, ha mandato un messaggio chiaro ai mercati: la linea sarà prudente, quasi attendista. Al suo debutto da ceo, durante l’assemblea di Omaha, Abel ha rivendicato la necessità di non cedere alla tentazione – tipica di chi eredita una montagna di soldi – di correre a investire. Nessuna pressione, ha spiegato, per smaltire in fretta la liquidità record accumulata dal gruppo. Anzi, ha difeso quella strategia conservatrice che fu di Buffett, definendola l’unico approccio possibile quando si gestisce una conglomerata da quasi 400 miliardi di dollari di sola cassa e titoli di Stato americani.

Liquidità a 397 miliardi: un record che fa rumore

Proprio quel tesoretto ha toccato una nuova vetta. Nel primo trimestre del 2026 la liquidità di Berkshire Hathaway è salita a 397,4 miliardi di dollari, superando il precedente record di 381 miliardi. Un dato, quest’ultimo, che ha inevitabilmente messo in allerta una parte di Wall Street, abituata a interrogarsi sul significato di un simile accumulo: mancano opportunità interessanti? O si tratta soltanto della conferma di una disciplina ferrea. Abel, dal canto suo, non ha fornito spiegazioni eclatanti, limitandosi a ribadire che non esiste alcun timetable per impiegare quelle risorse. La continuità, insomma, non è una parola d’ordine ma un fatto contabile.

Bitcoin, nessuna apertura: la linea dura resiste al cambio di guardia

E sulla criptovaluta più famosa, il muro resta solido. Abel ha confermato senza esitazioni l’orientamento storico della holding di Omaha verso il bitcoin, bollato – seppur senza usare le parole del fondatore – come un asset privo di senso per gli investitori di lungo periodo. Nessuna revisione della dottrina, nemmeno dopo l’uscita di scena di Buffett. Una posizione, questa, che contribuisce a delineare il profilo del nuovo corso: non un’era di aperture e sperimentazioni, ma la prosecuzione ragionata – e per certi versi ostinata – di una filosofia che ha reso Berkshire Hathaway un caso unico nel panorama finanziario globale. I numeri del trimestre, con utili più che raddoppiati e una liquidità che non accenna a scendere, dicono che per ora l’approccio funziona. Anche senza il «guru».

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