Berkshire Hathaway, la liquidità tocca i 381 miliardi nell'ultimo trimestre di Buffett
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Redazione Economia
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Nel trimestre che ha preceduto il suo storico passaggio di consegne, la Berkshire Hathaway ha chiuso i conti presentando un'impressionante liquidità, salita a 381,7 miliardi di dollari, un dato che segna un nuovo record assoluto e che, inevitabilmente, delinea un orizzonte carico di interrogativi per la strategia futura del colosso di Omaha. A trainare i risultati, che nel complesso hanno sostanzialmente rispettato le attese, è stato il comparto assicurativo e riassicurativo, il quale, dopo aver registrato delle perdite nel medesimo periodo dell'anno precedente, è tornato a mostrare una performance positiva, compensando così le difficoltà che hanno interessato alcuni altri segmenti operativi della conglomerata.
I numeri dell'addio
Oltre al tesoro di guerra, che da solo supera il prodotto interno lordo di molte nazioni, la società ha fatto registrare un utile operativo di 13,49 miliardi di dollari, con un incremento del 34% su base annua che ha superato le previsioni degli analisti. A questo si affianca un utile netto, sebbene sia una metrica a cui lo stesso Warren Buffett ha spesso consigliato di non dare eccessivo peso a causa delle sue oscillazioni, pari a 30,8 miliardi. Questi risultati, nel loro insieme, dipingono il ritratto di un'azienda in salute, la quale, pur navigando in acque non sempre facili, dimostra una robustezza finanziaria senza eguali.
La strategia di asset allocation
Proprio mentre si prepara a voltare pagina, la Berkshire offre uno spaccato significativo della sua gestione del portafoglio, il quale, nonostante un valore complessivo di 283,2 miliardi di dollari e la presenza di titoli pilastro come Apple e American Express, appare volutamente contenuto nell'esposizione al rischio azionario. È questo, infatti, il dodicesimo trimestre consecutivo in cui la società ha venduto più titoli di quanti ne abbia acquistati, una politica prudente che ha contribuito ad accumulare quella massa liquida della quale, ora, dovrà farsi carico la nuova leadership.
L'eredità e le sfide imminenti
L'enorme liquidità, che alcuni osservatori definiscono "compressa", rappresenta al tempo stesso il più grande punto di forza e il principale nodo da sciogliere per il successore designato, Greg Abel. Il compito che lo attende, infatti, non sarà soltanto quello di gestire un'eredità monumentale, ma anche di decidere come e quando impiegare una simile risorsa in un contesto di mercato che non offre facili occasioni di investimento, secondo la filosofia value che ha reso celebre la holding. La domanda di fondo, che aleggia sugli sviluppi futuri, riguarda proprio la capacità di mantenere la rotta in un panorama economico in continua evoluzione.




