Zelensky all'Onu: «Putin è il paziente zero, va fermato»
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky ha scelto il podio dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite per lanciare un appello senza mezzi termini ai leader mondiali. Il presidente ucraino ha definito Vladimir Putin «il paziente zero» di una guerra che continua a diffondersi, chiedendo di negargli «lo spazio d'azione» e la possibilità di «diffondere questo male». Parole pronunciate mentre a Kiev i droni russi colpivano ancora una volta magazzini e distributori di benzina in due quartieri della capitale, come riferito dal sindaco Vitaliy Klitschko.
La richiesta di pressione economica e militare
Nel suo intervento, Zelensky ha chiesto ai leader presenti di proseguire sulla strada della pressione economica, fermando gli scambi commerciali con Mosca, e di non bloccare il sostegno militare a Kiev. Il ragionamento del presidente ucraino è che «più libertà di agire ha Putin, più il mondo diventa pericoloso per tutti gli altri». Da qui la conclusione: «Ecco perché questo Paziente Zero deve essere fermato. Bisogna negargli lo spazio per agire e per diffondere ulteriormente questo male».
La metafora del «paziente zero» non è un dettaglio retorico. Zelensky ha costruito il suo discorso attorno all'idea che l'aggressione russa non sia un fenomeno isolato ma una condizione che si propaga, portando ovunque arrivi «dolore, instabilità, nuovi rischi e, naturalmente, nuove crisi». Un concetto che il presidente ucraino aveva già articolato in altre occasioni, ma che all'Onu assume un peso particolare, davanti ai rappresentanti di un mondo che fatica a trovare una posizione comune sulla guerra.
Il «Generale inverno» e la rappresaglia sulle raffinerie
Sul fronte militare, Zelensky ha rivendicato la campagna ucraina contro le infrastrutture energetiche russe, affermando in un'intervista al Wall Street Journal che Kiev è riuscita a distruggere «il 45 per cento delle infrastrutture» energetiche della Russia. «Se rispondiamo sulle raffinerie, non avranno abbastanza diesel», ha spiegato a margine dell'Assemblea.
Il presidente ucraino ha anche evocato l'arrivo dell'inverno come fattore strategico, in una inversione di quella che per secoli è stata una narrazione favorevole alla Russia. «Nessun entusiasta della Russia avrebbe mai immaginato che l'armata del generale Inverno, che ha combattuto dalla parte della Russia per secoli, si sarebbe un giorno schierata e avrebbe supportato chi si difende dalla Russia», ha dichiarato all'Onu, annunciando che l'Ucraina farà in modo che ciò accada se Mosca continuerà a colpire il sistema energetico e di riscaldamento ucraino.
La tensione con Washington sulle raffinerie
La posizione di Zelensky sulle raffinerie russe non è priva di attriti con l'amministrazione americana. Donald Trump, secondo quanto riportato dal Financial Times e da Axios, avrebbe chiesto al presidente ucraino di fermare gli attacchi, preoccupato per l'aumento globale dei prezzi del diesel e per i possibili effetti sull'economia mondiale.
Zelensky ha confermato che l'argomento è stato toccato durante una conversazione telefonica, rivendicando però la legittimità della scelta ucraina: «Le nostre vite sono più importanti del prezzo dell'energia», ha detto al Wall Street Journal.
Il tema del diesel è diventato centrale nelle ultime settimane. La produzione russa di gasolio è scesa quasi di un terzo rispetto ai livelli del 2025, mentre gli attacchi ucraini colpiscono in media un impianto ogni tre giorni. Il presidente americano ha definito la questione «assurda» e ha chiesto che «questa interminabile guerra deve finire».
L'incontro con Trump a New York
A margine dell'Assemblea generale, Zelensky ha avuto un colloquio di circa quaranta minuti con Trump e il suo team, durante il quale si è discusso di un possibile cessate il fuoco nel settore energetico. Il presidente ucraino ha dichiarato di essere pronto a qualsiasi forma di tregua energetica, a condizione che la Russia si impegni a non attaccare il sistema elettrico, di riscaldamento e di approvvigionamento idrico dell'Ucraina.
L'incontro era stato concordato nei giorni precedenti attraverso una conversazione telefonica, durante la quale Zelensky aveva anche discusso della visita a Kiev degli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner. Il presidente ucraino ha descritto il colloquio come un momento di «slancio diplomatico», ribadendo che l'avanzamento del processo di pace resta la priorità di Kiev.
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