Action, vendite in crescita a doppia cifra nonostante il freno ai consumi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante il generale rallentamento dei consumi che caratterizza il panorama europeo, Action, catena discount specializzata nel non-food, consolida la sua traiettoria di crescita nel terzo trimestre del 2025, confermando una resilienza che molti competitori, in questo contesto economico, faticano a eguagliare. Nei primi nove mesi dell'anno, un periodo che spesso riflette le tendenze più profonde del mercato, il gruppo ha raggiunto un fatturato netto di 11,2 miliardi di euro, un dato che segna un robusto incremento del 17,4% se paragonato allo stesso arco temporale del 2024. A sostenere questo risultato, che si distingue per la sua solidità, contribuisce una strategia di espansione capillare e un'affluenza di clienti sempre più massiccia, con oltre venti milioni di persone che, settimanalmente, varcano le porte dei suoi punti vendita sparsi per il continente.

Il motore della crescita: nuovi store e performance like-for-like

L'impressionante avanzata del retailer, la quale procede a ritmo serrato, non è trainata esclusivamente dall'apertura di nuovi negozi, sebbene anche questo fattore giochi un ruolo di primo piano. Una parte significativa della crescita, infatti, proviene dai ricavi generati dai negozi già esistenti, i quali continuano ad attrarre una fetta di pubblico sempre più ampia. La cosiddetta crescita 'like-for-like', un indicatore che misura le vendite negli store aperti da almeno un anno e che elimina l'effetto delle nuove aperture, si è infatti attestata a un notevole +6,3%, dimostrando come il modello di offerta di Action riesca a penetrare in profondità nei territori in cui è già presente. Di questo, se ne vedono gli effetti soprattutto in alcuni mercati chiave.

Il dualismo delle performance europee

La mappa europea delle performance di Action, però, non presenta un andamento uniforme, delineando piuttosto un quadro con luci e ombre. Da un lato, paesi come l'Italia e la Spagna si sono rivelati dei veri e propri traini per l'intero gruppo, registrando delle performance particolarmente vivaci che hanno superato le medie continentali. Dall'altro lato, il mercato francese ha mostrato segni di contrazione, risentendo in maniera più marcata di un calo della domanda che, seppur generalizzato, non ha intaccato con la stessa intensità le operazioni negli altri paesi. Questo dualismo, che emerge con chiarezza dai dati, sottolinea come le dinamiche locali possano influenzare in modo significativo i risultati complessivi, nonostante una strategia di marca coesa.

La presenza italiana e il consolidamento

Proprio l'Italia, uno dei best performer menzionati, rappresenta un mercato di primaria importanza per la catena, che qui conta ormai 189 punti vendita, una presenza radicata e in costante evoluzione. L'espansione fisica della rete, la quale procede di pari passo con la fedeltà di una clientela sempre più numerosa, costituisce uno dei pilastri fondamentali su cui poggia il successo dell'insegna. Il modello di business, che punta su un assortimento in continua rotazione e su prezzi estremamente competitivi, sembra dunque intercettare con efficacia le esigenze di un consumatore che, in un periodo di incertezze economiche, ricerca il valore per ogni euro speso, senza per questo voler rinunciare alla scoperta di nuovi prodotti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.