Telefonata Putin-Trump, si apre l'ipotesi di una nuova missione a Mosca
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Redazione Esteri
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La telefonata Putin-Trump rilancia i contatti tra Mosca e Washington e apre la prospettiva di una nuova missione nella capitale russa da parte di Witkoff e Kushner. Il colloquio telefonico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin è durato circa un'ora e venticinque minuti, secondo quanto riferito dal Cremlino. Durante la conversazione è stato affrontato il conflitto in Ucraina, con Trump che si è detto disponibile a contribuire alla ricerca di una soluzione. Il Cremlino ha inoltre ribadito che Mosca resta favorevole a una soluzione diplomatica, purché fondata sugli approcci russi.
Il confronto tra Washington, Mosca e Kiev
Secondo il collaboratore del Cremlino Yuri Ushakov, Trump avrebbe promesso di impegnarsi anche durante la partecipazione al vertice Nato previsto in Turchia la prossima settimana. Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso noto di aver parlato con Trump in occasione della Festa dell'Indipendenza degli Stati Uniti. Sul social X, Zelensky ha definito la conversazione "molto positiva", spiegando che il confronto ha riguardato la situazione al fronte e ribadendo la richiesta di una "determinazione americana" per contribuire a porre fine alla guerra con la Russia. Lo stesso presidente ucraino ha affermato che esiste la possibilità di arrivare alla fine del conflitto.
Il dialogo tra i leader di Stati Uniti, Russia e Ucraina si inserisce in una fase in cui restano aperti sia i canali diplomatici sia le operazioni militari. Mentre il Cremlino sottolinea la disponibilità a una soluzione negoziata secondo le proprie condizioni, Kiev continua a sollecitare il sostegno di Washington, indicando il ruolo degli Stati Uniti come elemento centrale nel tentativo di raggiungere una conclusione della guerra.
Le tensioni restano alte sul fronte del conflitto
Alle aperture sul piano diplomatico continuano ad affiancarsi nuovi segnali di tensione. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha rivolto un monito alla Polonia, affermando che Varsavia dovrebbe riflettere sulla propria sicurezza. Nell'intervista ripresa dall'agenzia Tass, Peskov ha dichiarato che sul territorio polacco operano aziende che producono droni destinati all'Ucraina e che tali velivoli vengono impiegati contro l'esercito russo. Per questo motivo, secondo il portavoce, la Polonia dovrebbe valutare attentamente le conseguenze della propria posizione.
Nel frattempo proseguono anche le operazioni sul terreno. Raid aerei russi hanno colpito Zaporizhzhia, dove un edificio è stato danneggiato e si temono vittime o feriti. Gli sviluppi militari accompagnano quindi una fase caratterizzata da nuovi contatti tra i principali protagonisti del conflitto, mentre il Cremlino conferma il contenuto della lunga telefonata tra Putin e Trump e resta aperta la possibilità di una nuova missione a Mosca di Witkoff e Kushner.
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