Droni ucraini colpiscono San Pietroburgo, Putin a Trump: "Noi garanti del mondo"
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Redazione Esteri
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Un attacco di droni ha scosso nella notte San Pietroburgo, la città natale di Vladimir Putin, provocando incendi in un terminal petrolifero situato nella zona portuale. La notizia, riportata dai media ucraini che citano canali pubblici russi su Telegram, arriva in una giornata densa di significati politici e diplomatici, segnata dalle celebrazioni del 4 luglio e da un intenso scambio di messaggi tra i leader delle due superpotenze.
Secondo quanto riportato da Rbc-Ukraine, le autorità locali hanno emesso avvisi riguardo a possibili interruzioni della connessione internet, un tentativo di limitare la diffusione di immagini e video che, tuttavia, non ha impedito ai residenti di documentare gli effetti delle esplosioni e di condividerli sui social network.
Il messaggio di Zelensky per il 4 luglio
In concomitanza con le celebrazioni per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inviato un messaggio diretto a Donald Trump, nel quale ha sottolineato l'importanza dei valori fondanti della nazione americana. "Quando chiediamo agli Stati Uniti i Patriot, crediamo che i valori del rispetto della vita e delle persone, che hanno funzionato 250 anni fa, funzioneranno anche oggi", ha scritto Zelensky, aggiungendo che il mondo ha bisogno di una leadership che garantisca la protezione della libertà e della vita.
Un appello che arriva mentre l'amministrazione Trump continua a valutare il livello di sostegno militare da fornire a Kiev, in un momento cruciale del conflitto che oppone l'Ucraina alla Russia.
La telefonata Putin-Trump e il vertice Nato in Turchia
Sullo sfondo dell'attacco missilistico si inserisce la telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump, avvenuta proprio nella giornata dell'Indipendenza americana. Il consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, ha confermato il colloquio, precisando che i due leader hanno discusso delle prospettive per una soluzione del conflitto ucraino. Un tema che acquista particolare rilevanza alla luce della prossima partecipazione di Trump al vertice Nato in programma a Turchia il 7 e 8 luglio.
Durante la conversazione, Putin si è congratulato con il collega americano, sottolineando in un messaggio ufficiale pubblicato sul sito del Cremlino il ruolo storico delle due nazioni nel plasmare l'ordine mondiale.
La responsabilità delle potenze nucleari secondo Putin
Nel suo messaggio di auguri, Putin ha evidenziato come "nel corso di due secoli e mezzo, molte pagine significative siano state scritte nella storia delle relazioni tra le nostre nazioni". Il leader russo ha ricordato il ruolo di alleati combattuto insieme nelle due guerre mondiali e la liberazione dell'umanità dagli orrori del nazismo, per poi affermare che le due potenze hanno "successivamente svolto un ruolo fondamentale nel plasmare le basi dell'ordine mondiale contemporaneo".
Un passaggio che suona come una rivendicazione del peso politico internazionale di Mosca, mentre Washington e i suoi alleati Nato continuano a fornire supporto militare all'Ucraina. Il Cremlino, attraverso la voce di Ushakov, ha inoltre reso noto che gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner continuano a fornire assistenza negli sforzi di pace e sono pronti a visitare Mosca, segno che il canale diplomatico tra le due amministrazioni rimane almeno parzialmente aperto nonostante le ostilità in corso.
Gli sviluppi sul campo e le reazioni locali
Le immagini degli incendi divampati nel terminal petrolifero di San Pietroburgo fanno il giro del web, offrendo una testimonianza visiva dell'efficacia dell'operazione ucraina, che ha colpito un obiettivo strategico a centinaia di chilometri dal confine. I canali pubblici locali russi, citati da fonti ucraine come Osint ed Exilenova+, hanno confermato la dinamica degli eventi, mentre le autorità locali si sono affrettate a rassicurare la popolazione sulla gestione dell'emergenza.
L'attacco rappresenta un nuovo capitolo nella guerra che vede l'Ucraina utilizzare sempre più spesso droni per colpire obiettivi all'interno del territorio russo, una strategia che mira a minare la percezione di sicurezza della popolazione e a mettere in difficoltà le infrastrutture energetiche e logistiche del Cremlino.
Il nodo dei negoziati di pace
Mentre le fiamme divampano a San Pietroburgo e le diplomazie si muovono su più tavoli, la dichiarazione di Ushakov sulla disponibilità degli inviati americani a recarsi a Mosca apre uno spiraglio su un possibile rilancio dei contatti diretti. Il consigliere di Putin ha confermato che i presidenti hanno toccato il tema della soluzione del conflitto ucraino, collegandolo all'agenda del prossimo vertice Nato in Turchia.
Un indizio che lascia intendere come i leader stiano cercando di mantenere aperti canali di comunicazione nonostante le reciproche accuse e le tensioni militari, nella consapevolezza che, come ha ricordato Putin nel suo messaggio, le due potenze condividono una responsabilità storica e attuale sulla stabilità globale.
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