Il bilancio delle famiglie svizzere: redditi stabili ma le spese obbligatorie pesano sul portafoglio
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Redazione Esteri
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Le tasche delle economie domestiche svizzere, nonostante un contesto economico globalmente complesso, hanno mantenuto una certa stabilità, come rivela l'ultima indagine condotta dall'Ufficio federale di statistica. Il reddito disponibile medio, infatti, si è attestato a 7186 franchi mensili nel 2023, una cifra che, se confrontata con quella del 2022, non ha subito variazioni di rilievo. Questo dato, tuttavia, rappresenta una media che non riflette la situazione di tutti; si stima, infatti, che una fetta consistente della popolazione, circa il 61%, disponga mensilmente di un importo inferiore a quello medio indicato. La fotografia scattata dall'UST mostra, dunque, un paese dove la tenuta del reddito familiare è un fatto accertato, ma che cela al suo interno disparità significative nella distribuzione della ricchezza.
Il peso crescente delle spese fisse
A incidere profondamente sul potere d'acquisto delle famiglie non è tanto la variazione del reddito, che rimane grosso modo invariato, quanto piuttosto l'ammontare delle spese obbligatorie, le quali hanno raggiunto la considerevole somma di 3154 franchi al mese. Queste voci di costo, che complessivamente assorbono il 30,5% del reddito lordo, costituiscono un capitolo di uscita ineludibile per i bilanci domestici. Tra di esse, le imposte si configurano come la componente principale, con un esborso mensile medio di 1245 franchi, che equivale al 12,0% del reddito lordo. A queste si aggiungono, con un peso altrettanto significativo, i contributi destinati alle assicurazioni sociali, come quelli per l'AVS e per le casse pensioni, che da soli rappresentano il 10,3% del reddito, e i premi per l'assicurazione malattie obbligatoria, che gravano per un ulteriore 6,7%. Non vanno poi dimenticati i trasferimenti monetari verso altre economie domestiche, i quali, sebbene costituiscano una quota minore (1,5%), completano il quadro di un prelievo fiscale e parafiscale sostanziale.
Le spese di consumo e il capitolo abitativo
Dopo aver affrontato il carico delle spese obbligatorie, alle economie domestiche restano a disposizione, in media, 5049 franchi da destinare alle spese di consumo, una cifra che corrisponde al 48,8% del reddito lordo. È proprio in questo ambito che le famiglie esercitano la loro libertà di scelta, decidendo come allocare le risorse residue per soddisfare i propri bisogni. Tra le varie voci di spesa, quella che si è rivelata più onerosa è stata senza dubbio quella legata all'abitazione e all'energia, la quale ha impegnato le finanze familiari per il 14% del reddito lordo. Rispetto all'anno precedente, questa categoria ha registrato un incremento significativo, passando da una media di 1374 franchi a una di 1449 franchi mensili, un aumento che, sebbene possa apparire contenuto in termini assoluti, riflette una tendenza che impatta sensibilmente il bilancio di fine mese.
La composizione del bilancio familiare
Analizzando nel complesso la struttura finanziaria di un'economia domestica tipo, emerge con chiarezza come il reddito lordo venga suddiviso in tre grandi destinazioni. Una parte cospicua, quasi un terzo, è assorbita da oneri inderogabili, tra cui il fisco e i contributi sociali, che lo Stato e il sistema di welfare prelevano alla fonte. La seconda porzione, la più ampia, è quella che le famiglie scelgono di spendere direttamente per i consumi, dove l'alloggio e i costi energetici giocano un ruolo predominante e in crescita. La parte residuale, infine, rappresenta il risparmio potenziale, quella quota di reddito che, non essendo stata utilizzata né per obblighi né per consumi correnti, può essere accantonata per il futuro o per investimenti. Questo equilibrio, che si è mantenuto stabile per il reddito complessivo, mostra però segnali di tensione in specifiche voci di spesa, le quali, come nel caso dell'abitazione, potrebbero nel tempo erodere la capacità di risparmio delle famiglie stesse.




