Nesta e il Monza: la retrocessione e l’eredità di Berlusconi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alessandro Nesta, alla vigilia della partita contro l’Atalanta, ha parlato senza giri di parole della situazione del Monza, ormai condannato alla Serie B ma determinato a evitare un primato negativo. «Speriamo che non accada, ma l’obiettivo ora è non diventare la peggior squadra della storia del campionato per punti conquistati», ha detto l’allenatore, sottolineando come il ridimensionamento del club sia stato più drastico del previsto.

Quando accettò la panchina brianzola, Nesta era consapevole di un progetto in transizione, ma non immaginava un declino così marcato. «La morte di Silvio Berlusconi ha invertito la rotta», ha aggiunto, riferendosi al presidente scomparso lo scorso anno, la cui assenza ha lasciato un vuoto non solo simbolico. Senza entrare in dettagli finanziari, il tecnico ha fatto intendere che il cambio di passo – e forse di ambizioni – sia stato inevitabile.

In campo, intanto, il Monza cerca di salvare almeno l’orgoglio. Contro l’Atalanta potrebbe esserci il ritorno in panchina di Danilo D’Ambrosio, mentre resta in dubbio Stefano Turati, febbricitante negli ultimi giorni. «Sceglierò chi può dare qualcosa in più, indipendentemente dalla retrocessione», ha spiegato Nesta, che vuole evitare a tutti i costi di chiudere con un record imbarazzante.

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