Manovra, Giorgetti conferma le priorità: revisione dell'Irpef al 43% e stop bollo auto strutturale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, è intervenuto durante il question time alla Camera per fare il punto sulle priorità del governo in vista della prossima legge di bilancio. Nel suo intervento, il titolare del Mef ha ribadito quella che definisce una delle finalità principali dell'esecutivo, ovvero la prosecuzione del percorso di riduzione delle imposte sul reddito, con un'attenzione particolare rivolta al ceto medio. Non si è trattato di un annuncio a sorpresa, ma della conferma di un indirizzo politico che l'esecutivo porta avanti ormai da tempo.

La revisione dell'aliquota e il nodo delle coperture

Entrando nel dettaglio tecnico, Giorgetti ha confermato l'impegno politico a rivedere l'aliquota del 43%, con riferimento all'ampiezza dello scaglione interessato, alla platea dei beneficiari e alla relativa decorrenza. Si tratta di un intervento che, nelle intenzioni, dovrebbe alleggerire il carico fiscale su quella fascia di contribuenti che si trova al di sopra della soglia dei 50 mila euro. Il ministro ha però voluto precisare che queste scelte non sono ancora definite nel dettaglio e dovranno necessariamente confrontarsi con i vincoli di finanza pubblica.

Le diverse opzioni in campo, ha spiegato, dovranno convergere in una sintesi che terrà conto dell'aggiornamento del quadro macroeconomico e dei conti dello Stato.

Il bollo auto verso la stabilizzazione

Nel corso del suo intervento, il ministro ha affrontato anche il tema dell'eliminazione del bollo auto, chiarendo che l'intenzione è quella di rendere la misura strutturale e non più legata a interventi temporanei. «Ribadisco la volontà del governo di rendere strutturale l'eliminazione del bollo auto nella forma attualmente prevista», ha dichiarato Giorgetti, specificando che non si tratta di un'abolizione generalizzata, ma di un intervento mirato a determinate categorie di veicoli e a specifici prerequisiti, pensato soprattutto a sostegno dei redditi medio-bassi.

La questione delle coperture resta centrale, dal momento che il mancato gettito per le Regioni dovrà essere in qualche modo rimpiazzato.

I tempi della manovra e il quadro economico

Giorgetti ha indicato una tempistica precisa per la definizione delle misure. «All'inizio del prossimo mese di ottobre si saranno chiarite le intenzioni strategiche e politiche di intervento del governo», ha affermato, spiegando che il passaggio propedeutico è l'aggiornamento del quadro di finanza pubblica, che dovrà recepire le nuove previsioni sull'andamento dei tassi di interesse e sui prezzi delle materie prime. Il ministro ha poi respinto le critiche sull'operato dell'esecutivo alla luce dei dati Istat diffusi nei giorni scorsi.

«Abbiamo preso atto dei dati Istat, abbiamo fallito? Siamo assolutamente in linea con il preventivato», ha replicato, ricordando che l'uscita dalla procedura di infrazione europea è attesa per il prossimo anno. Sul fronte della crescita, Giorgetti ha rivendicato la prudenza delle stime governative, sottolineando che l'Ocse ha recentemente rivisto al rialzo le previsioni sul Pil italiano per il 2026, portandole dallo 0,5% allo 0,9%, un dato che, a suo dire, non colloca il Paese in fondo alla classifica europea in un contesto internazionale complesso.

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