Torino-Inter 2-2, la rimonta granata ferma la corsa scudetto dell’Inter: il penalty di Vlasic e l’analisi di Calvarese
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Redazione Sport
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Non c’è due senza tre, si dice, eppure l’Inter di Cristian Chivu ha dovuto fare i conti con una legge statistica ben diversa: quella per cui un doppio vantaggio costruito sugli assist di Federico Dimarco, di fatto, non è bastato per archiviare la pratica nella tarda serata di ieri. Al Grande Torino, i nerazzurri hanno toccato con mano la fragilità di un copione già scritto, quello che li vedeva a un passo dal match point per lo scudetto, salvo poi subire la rimonta di un Torino vivace e determinato, capace di pareggiare il conto in pochi minuti grazie al guizzo di Giovanni Simeone e al freddo piazzato dal dischetto di Nikola Vlasic. Il risultato finale di 2-2, al netto dei contemporanei impegni di Milan e Napoli, lascia così la capolista a tre lunghezze dal Titolo, costringendo la squadra di Chivu a rimandare ogni ipotesi di festa alla prossima sfida casalinga contro il Parma.
L’avvio dell’incontro, arbitrato da Maurizio Mariani della sezione di Aprilia, sembrava non riservare particolari scossoni ai pronostici. L’Inter, scesa in campo con il consueto 3-5-2 che vedeva Sommer tra i pali e un tridente difensivo composto da Akanji, Bisseck e Carlos Augusto, ha preso subito in mano le redini del gioco. A sbloccare il punteggio ci ha pensato Marcus Thuram al 23’, il quale ha sfruttato un ennesimo cross illuminante del suo esterno sinistro: Federico Dimarco, con un mancino che ormai è diventato un’arma letale, ha servito l’assist numero diciassette della sua stagione, un record che gli consente di superare ogni precedente traguardo personale nella massima serie. Il raddoppio, giunto nella ripresa al 61’, ha portato nuovamente la firma del reparto offensivo sugli sviluppi di un corner: ancora Dimarco, eletto di fatto miglior assistman del campionato, ha pescato la testa di Yann Bisseck per il 2-0 che sembrava chiudere virtualmente la contesa.
L’assegnazione del penalty che ha cambiato il volto della partita è arrivata al culmine di una pressione insistente dei padroni di casa, e la moviola ha acceso i riflettori su un dettaglio tecnico cruciale. L’episodio incriminato vede protagonista il difensore brasiliano Carlos Augusto, il quale, all’interno dell’area di rigore, ha impattato il pallone con un braccio giudicato innaturalmente alto rispetto al volume del. Sul suo profilo Instagram, l’ex arbitro Giampaolo Calvarese ha analizzato la decisione del VAR e del direttore di gara Mariani, culminata con l’on-field review che ha confermato il tiro dal dischetto. Calvarese ha spiegato che, sebbene vi fosse un contatto in marcatura con Duvan Zapata, l’elemento dirimente non è stato quello: "Il calciatore, che non va a saltare per cercare di prendere il pallone, ha il braccio davvero alto, sopra le spalle. Con un’apertura del braccio così cospicua, se il pallone finisce lì ne paga le conseguenze". Una spiegazione, questa, che ha trovato concordanza anche tra gli opinionisti tecnici presenti in sala stampa, isolando la disamina del gesto tecnico dall’intenzionalità del singolo.
La rimonta-lampo di Simeone e Vlasic consegna un verdetto rimandato
La reazione del Torino, allenato da D’Aversa, è stata veemente e concentrata in un lasso di tempo sorprendentemente breve. Il “Cholito” Simeone, autentico animo della squadra granata, ha approfittato di una dormita della retroguardia nerazzurra per riaprire i giochi: al 70’, sfruttando un filtrante di Ismajli, ha battuto Sommer con un tiro preciso che ha rianimato l’Olimpico. Pochi minuti più tardi, come se la partita fosse entrata in una dimensione parallela, l’Inter ha concesso l’episodio del penalty: la consultazione del VAR da parte di Mariani e l’analisi in camera (OFR) hanno lasciato poco spazio ai dubbi regolamentari, e Nikola Vlasic non ha tremato dal dischetto. Con il suo 10° centro stagionale, dalle caratteristiche simili a quelle di un cecchino, il croato ha fissato il risultato sul 2-2, annullando di fatto la doppia superiorità costruita dall’undici di Chivu. La difesa interista, imperniata sullo svizzero Manuel Akanji autore di qualche sbavatura di troppo nell’occasione della prima marcatura granata, ha mostrato quelle crepe che finora erano sembrate un’eccezione nel percorso netto dei nerazzurri.
Le formazioni e il verdetto della classe arbitrale
Scendendo nel dettaglio delle scelte tecniche, Chivu aveva puntato sul tridente leggero composto da Thuram e Bonny in avanti, mentre D’Aversa rispondeva con il tandem Adams-Simeone supportato da Vlasic sulla trequarti. Le pagelle finali della stampa specializzata hanno esaltato la prova di Dimarco (votato con 7.5) e del solito Thuram (7), mentre Carlos Augusto ha ricevuto le valutazioni più basse per l’ingenuità che ha regalato il rigore del pareggio. Proprio la scelta di Mariani di rivedere l’immagine al monitor, piuttosto che fidarsi del primo filtro, ha acceso il dibattito in sala moviola: una scelta considerata "corretta" dagli esperti per l’evidente posizione innaturale dell’arto del difensore, il quale ha di fatto intercettato una traiettoria che altrimenti avrebbe potuto raggiungere Zapata. Il verdetto del campo, dunque, non fa sconti alla capolista, che ora vede avvicinarsi l’appuntamento con il Parma come primo vero match point per la matematica conquista del tricolore.
Description: Torino-Inter 2-2: rimonta granata con Simeone e Vlasic su rigore. Calvarese analizza il fallo di mano di Carlos Augusto. Inter a tre punti dallo scudetto.




