Tragedia a Ischia, la morte di Marta Maria Ohryzko
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Redazione Interno
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Marta Maria Ohryzko, una donna ucraina di 32 anni, è stata trovata morta domenica mattina in un dirupo poco profondo ad Ischia. La sua morte è stata preceduta da una lunga agonia e da ripetute richieste d'aiuto, rimaste inascoltate.
Il ritrovamento
La zona del ritrovamento, il Vatoliere, si trova vicino alla roulotte in cui Marta viveva con il suo compagno. È stato proprio lui, un uomo di 40 anni di cittadinanza russa, a dare l'allarme alle forze dell'ordine.
Le ultime ore di Marta
Marta è morta dopo lunghe ore di agonia, durante le quali ha chiesto ripetutamente al suo compagno di salvarla. "Sono caduta... perdonami... aiutami ad alzarmi... con questo mi salvi", sono state le sue ultime parole, inviate via sms al compagno. Il primo messaggio è arrivato alle 15.45, l'ultima telefonata alle 21.24 di sabato. Nonostante le sue richieste, il compagno non ha mosso un dito.
L'indagine
Il compagno di Marta, Ilia Batrakov, è attualmente in carcere. È accusato di maltrattamenti nella forma più afflittiva. Nonostante ciò, ha negato di aver mai maltrattato Marta. Gli avvocati Rocco Maria Spina e Ciro Pilato hanno riferito che Batrakov ha dichiarato di aver sempre amato e aiutato Marta. Oggi è prevista la convalida del suo fermo.
La morte di Marta Maria Ohryzko ha sconvolto l'isola di Ischia e ha sollevato molte domande sulla sicurezza delle donne e sulla risposta delle autorità a situazioni di emergenza. La sua storia continua a far discutere, mentre si attendono ulteriori sviluppi dell'indagine.




