Sgarbi si dimette da sottosegretario alla Cultura: le ragioni e le reazioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Vittorio Sgarbi, noto critico d'arte e politico italiano, ha recentemente rassegnato le dimissioni da sottosegretario alla Cultura. La decisione è stata presa a seguito di una delibera dell'Antitrust, che ha rilevato una serie di incarichi incompatibili con il suo ruolo di sottosegretario.

Secondo la delibera dell'Antitrust, Sgarbi avrebbe ricoperto sedici incarichi differenti, guadagnando 300mila euro da attività considerate incompatibili con il suo ruolo di sottosegretario. Queste accuse hanno portato alla sua decisione di dimettersi.

Il giorno successivo alle sue dimissioni, fonti governative hanno descritto come inevitabile l'epilogo del mandato di Sgarbi, rimandando le motivazioni alla delibera dell'Antitrust. D'altra parte, Biagio Riccio, amico scrittore di Sgarbi, ha inviato una lettera in cui paragona il ministro Gennaro Sangiuliano al "Corvo di Palermo", figura che osteggiò il giudice Giovanni Falcone. Secondo Riccio, Sangiuliano sarebbe pervaso dall'invidia e non sopporterebbe la "possanza culturale" di Sgarbi.

Nonostante le dimissioni, Sgarbi ha dichiarato: "Abbiamo fatto il possibile affinché non si arrivasse alla mozione di sfiducia. Ma tutti erano consapevoli che di fronte a un rilievo motivato dell'Antitrust non sarebbe stato possibile continuare".

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