Tragico incidente a Pasquetta, la vita spezzata di Attilio Aura e il sangue versato sulla Statale 107

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ritorno dalla gita del Lunedì dell’Angelo, una tradizione che dovrebbe sancire la leggerezza della primavera, si è trasformato ieri in un bollettino di guerra lungo l’arteria che taglia la Sila. È di un morto e di un ferito grave il bilancio dello schianto avvenuto in serata sul tratto della Statale 107 compreso tra Camigliatello Silano e Spezzano della Sila, un incidente che ha consegnato alla cronaca il nome di Attilio Aura, trentunenne del posto la cui esistenza, a quanto si apprende dai primi accertamenti, era legata a doppio filo alla passione per i motori e per le note del rock. La notizia, diffondendosi rapidamente tra le vie del centro montano, ha lasciato i parenti e gli amici nello sgomento più totale di fronte a un’altra giovane vita recisa su un asfalto che, purtroppo, non è nuovo a simili tragedie.

L’impatto sulla statale e i soccorsi in codice rosso

La dinamica di quanto accaduto, ancora al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di ricostruire l’esatta sequenza dei fatti, ha visto coinvolta l’auto condotta dalla vittima e un altro veicolo. A causa del violento impatto – che sarebbe avvenuto in prossimità dello svincolo per Celico – per Attilio non c’è stato purtroppo nulla da fare, mentre l’altro conducente, rimasto gravemente ferito, è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Annunziata di Cosenza. Sul posto sono accorsi tempestivamente i sanitari del 118 e le pattuglie delle forze dell’ordine, che hanno gestito le operazioni di soccorso e la viabilità, andata immediatamente in tilt con lunghe code e deviazioni su percorsi alternativi a causa della chiusura temporanea della carreggiata.

Una Pasquetta di sangue sulla silana

Quella di ieri, peraltro, è stata una giornata funestata da una sequenza quasi interminabile di sinistri sull’intera provincia cosentina: se a Corigliano Rossano e a Falerna si sono contati altri feriti in incidenti separati, è stato proprio il tratto della Silana Crotonese a registrare gli episodi più gravi. Oltre alla tragedia che ha portato via Attilio Aura, infatti, un altro incidente autonomo verificatosi sempre nelle vicinanze di Celico ha causato la morte di un uomo di 56 anni – il cui accertamento delle cause è attualmente affidato agli organi inquirenti – portando a due il numero complessivo delle vittime di una Pasquetta che resterà a lungo impressa nella memoria collettura della zona. L’arteria, snodo fondamentale per il collegamento tra la costa jonica e il versante tirrenico, mostra ancora una volta tutta la sua pericolosità intrinseca, un tema che periodicamente torna al centro del dibattito locale senza però riuscire a scongiurare il ripetersi di questi drammatici eventi.

L’amore per la musica e il cordoglio silenzioso

Sulla figura di Attilio Aura, la cui scomparsa ha colpito profondamente la comunità spezzanese, emergono intanto i tratti di una personalità votata alla creatività e alla condivisione: il trentunenne, secondo quanto si legge su vecchi profili dedicati agli artisti, coltivava da tempo la passione per la chitarra, il basso elettrico e la voce, spaziando dal pop rock al punk rock fino ai suoni del ragamuffin. Era un musicista, insomma, uno di quelli che trasformano le note in emozioni, e il fatto che la sua corsa si sia interrotta proprio nel giorno della gita fuori porta – mentre probabilmente stava rientrando da una di quelle giornate di festa che la Sila regala – aggiunge un alone di inspiegabile ingiustizia a una perdita già di per sé dolorosa. Le indagini procedono ora per accertare eventuali responsabilità o concause che abbiano portato a questo schianto, mentre i familiari si stringono nel ricordo di un ragazzo la cui vita era ancora tutta da suonare.

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