Il sondaggio Swg per il Tg La7, il Pd in calo e l’effetto Vannacci che ridisegna gli equilibri del centrodestra
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Redazione Interno
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La consueta fotografia scattata dall’istituto Swg per il Tg La7 di Enrico Mentana, e diffusa in questi minuti, restituisce l’immagine di un quadro politico in movimento, dove le certezze degli schieramenti principali sembrano incrinarsi sotto la spinta di novità non più trascurabili. L’analisi delle intenzioni di voto, qualora si votasse oggi, rivela una flessione per il Partito Democratico, che arretra dello 0,3% attestandosi al 21,6%, un dato che segue giornate non semplici per la segretaria Elly Schlein, impegnata su più fronti e ora costretta a fare i conti con un consenso che mostra segni di cedimento. Dall’altro lato dello schieramento, Fratelli d’Italia si conferma ampiamente la prima forza del paese, stabile al 29,8%, ma è il dato complessivo della coalizione a raccontare una storia più complessa e sfumata, storia nella quale l’ingresso in scena di Roberto Vannacci e del suo movimento Futuro Nazionale agisce da vero e proprio ago della bilancia.
La rilevazione, che prende in esame il periodo immediatamente successivo alle ultime turbolenze politiche, certifica una crescita per il Movimento 5 Stelle, guidato da Giuseppe Conte, che guadagna lo 0,2% e si porta all’11,7%, e una tenuta per Forza Italia, stabile all’8,4%, così come per la Lega, che non si discosta dal 6,6%. Il dato che balza agli occhi degli analisti, tuttavia, è proprio quello relativo a Futuro Nazionale: la formazione del generale, reduce dall’addio al Carroccio, sale al 3,6%, superando Azione di Carlo Calenda, ferma al 3,3%, e scavalcando di fatto l’area cosiddetta liberale e riformista. Un risultato, questo, che non può essere liquidato come una semplice fluttuazione statistica, perché rappresenta ormai una tendenza consolidata nelle ultime settimane, quella cioè di un travaso di consensi dalle tradizionali roccaforti del centrodestra verso il nuovo soggetto politico, un fenomeno che avevano già anticipato altre rilevazioni, come quella della Supermedia YouTrend, che nelle scorse settimane avevano evidenziato una lenta ma progressiva emorragia per i partiti di maggioranza.
L’analisi dei flussi elettorali, laddove possibile, suggerisce che l’appeal di Vannacci si eserciti in modo trasversale all’interno dell’elettorato di destra, sottraendo risorse preziose non solo al vecchio partito di appartenenza, la Lega appunto, ma anche e soprattutto a Fratelli d’Italia, un fenomeno questo che era stato ipotizzato già ai primi di febbraio da un sondaggio YouTrend per Sky Tg24, dove si parlava di un prelievo di voti maggiore a danno del partito della presidente del Consiglio. Se per settimane, infatti, si era dibattuto sulla natura effimera o strutturale del cosiddetto “effetto Vannacci”, i numeri odierni sembrano suggerire che la sua creatura politica abbia superato la fase della mera sovrastima tipica dei movimenti in fase di lancio, per radicarsi come una realtà con un proprio bacino elettorale, seppur fluido e in larga parte ancora in fase di definizione. Il partito del generale, che aveva chiuso febbraio con una crescita significativa, passando dal 2% al 3,6% nell’arco di poche rilevazioni settimanali, dimostra ora di saper mantenere e consolidare le posizioni conquistate, erodendo quello zoccolo duro di consensi che appariva inamovibile.




