Colloqui Usa-Iran a Roma, ma senza Vance. L’Oman conferma: vertice sul nucleare sabato
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Redazione Esteri
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I negoziati tra Stati Uniti e Iran, dopo un’iniziale incertezza, si terranno a Roma dopodomani. A confermarlo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato il ministro degli Esteri dell’Oman – Paese mediatore nella complessa partita sul nucleare – in un colloquio con il vicepremier Antonio Tajani. La notizia, circolata tre giorni fa e poi smentita nella notte, riacquista credibilità mentre Teheran, sotto pressione, sembra aver accettato la sede italiana, complice anche la presenza a Parigi di Marco Rubio e Steve Witkoff, impegnati fino a domani in consultazioni sull’Ucraina.
Le dichiarazioni contrastanti dell’amministrazione americana rendono però difficile decifrare la reale posizione di Washington. Witkoff, inviato speciale per il Medio Oriente, dopo un vertice sulla sicurezza nazionale con Trump e i vertici del Pentagono, ha ribadito che l’Iran «deve interrompere e smantellare» ogni attività legata all’armamento nucleare, smentendo di fatto le aperture concesse in un’intervista alla Fox News, dove sembrava ammettere la tolleranza per un arricchimento dell’uranio al 3,67% a fini civili.




