Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi rinviato a giudizio a Roma per una presunta evasione fiscale da venti milioni di euro
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Redazione Interno
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Il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Roma ha rinviato a giudizio Stefano Bandecchi, attuale primo cittadino di Terni, con l'accusa di evasione fiscale. La decisione, arrivata al termine dell'udienza che si è svolta nella giornata di ieri, vede il sindaco imputato, nella sua qualità di amministratore di fatto dell'università telematica Niccolò Cusano, per il mancato versamento all'erario di una somma che gli inquirenti quantificano in circa venti milioni di euro. Bandecchi, presente in aula insieme ai suoi legali, gli avvocati Filippo Morlacchini e Ali Abukar, ha ascoltato la lettura del provvedimento che fissa al prossimo 4 giugno, dinanzi al tribunale monocratico, l'avvio del dibattimento di primo grado. Oltre al sindaco, dovranno affrontare il processo anche Giovanni Puoti, che fu presidente del consiglio di amministrazione di UniCusano tra il 2015 e il 2019, Fabio Stefanelli, amministratore delegato dal 2016 al 2022, e Stefano Ranucci, già alla presidenza della Ternana Calcio e dello stesso ateneo telematico fra il giugno del 2019 e il gennaio del 2021.
Secondo la ricostruzione della procura capitolina, che ha coordinato le indagini della Guardia di Finanza, il meccanismo alla base della presunta evasione riguarderebbe l'indebita fruizione di agevolazioni fiscali. L'università Niccolò Cusano, in quanto ente accademico, avrebbe diritto a esenzioni fiscali, ma gli inquirenti sostengono che tali benefici siano stati estesi a una serie di attività di natura prettamente commerciale e imprenditoriale, dalle quali sarebbero invece scaturiti gli utili poi non dichiarati. L'ipotesi accusatoria, per la quale nel gennaio del 2023 fu eseguito un sequestro di beni per un valore equivalente, è che attraverso questo espediente l'ateneo, o meglio la galassia di società a esso riconducibili, abbia sistematicamente omesso di versare l'Ires, l'imposta sul reddito delle società, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2022.
La posizione della difesa e le parole del sindaco al termine dell'udienza preliminare
Al termine dell'udienza, uscendo dal palazzo di giustizia di piazzale Clodio, Stefano Bandecchi ha commentato la decisione del gup con dichiarazioni tese a ridimensionare la portata dell'atto giudiziario. Ha parlato di una situazione attesa, affermando che non vi fosse alcuna sorpresa e che le udienze preliminari, a suo dire, non servirebbero a nulla. I suoi difensori, dal canto loro, ribadiscono la piena regolarità della gestione contabile e fiscale dell'ateneo, annunciando che sarà proprio nel corso del processo che si riuscirà a dimostrare l'infondatezza delle accuse mosse dalla procura. La strategia difensiva si concentrerà nel provare come l'attività istituzionale di didattica e di ricerca della Niccolò Cusano fosse non solo prevalente, ma tale da giustificare l'applicazione del regime di esenzione, contrariamente a quanto sostenuto dagli investigatori, i quali invece dipingono UniCusano come una holding che utilizzava le proprie risorse per investimenti in settori disparati, dalla compravendita immobiliare al commercio, finendo per distogliere capitali dalle finalità educative.
L'inchiesta, che era stata aperta dalla Procura di Roma, aveva già portato a un provvedimento di sequestro di circa venti milioni di euro, poi confermato nei successivi gradi di giudizio dal tribunale del riesame e dalla Corte di Cassazione. Un passaggio, quest'ultimo, che aveva di fatto già blindato l'impianto accusatorio in relazione alla quantificazione del profitto della presunta evasione. Le indagini della Guardia di Finanza, infatti, avevano passato al setaccio i flussi finanziari dell'ateneo telematico, facendo emergere, secondo la prospettazione accusatoria, come utili generati da iniziative commerciali venissero schermati proprio grazie allo scudo fiscale pensato per gli enti senza scopo di lucro come le università. Il processo che si aprirà a giugno dovrà ora fare piena luce su questi meccanismi, valutando le prove raccolte dalla procura e le controdeduzioni della difesa, in un confronto tecnico che si preannuncia complesso e che vedrà al centro dell'attenzione pubblica la figura del sindaco di Terni, leader di Alternativa Popolare.




