Fiamme su un tir in tangenziale, ustioni al volto e alle mani per l'autista
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Redazione Interno
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La routine notturna della tangenziale Sud di Torino, un nastro d’asfalto solitamente percorsa dal fievole ronzio dei motori nelle ore piccole, è stata squarciata da un bagliore improvviso poco dopo le ventitré e trenta di domenica 11 gennaio. Un mezzo pesante alimentato a metano, che procedeva nella corsia in direzione Savona-Piacenza, è stato infatti avvolto dalle fiamme mentre era ancora in marcia, in un tratto compreso nel territorio di Moncalieri all’altezza dello svincolo per la Statale 20. L’autista, colto da un evento tanto rapido quanto violento, ha tentato un primo, disperato intervento per domare le lingue di fuoco che lambivano il suo veicolo: uno sforzo che gli è costato il ricovero in codice giallo, con ustioni di una certa entità al volto e alle mani, dopo che i sanitari del 118 di Azienda Zero lo hanno prestatamente soccorso e trasportato in ambulanza verso la struttura ospedaliera più vicina.
L'intervento dei soccorritori e il caos sulla viabilità
Sul posto, oltre alle ambulanze, sono intervenuti con prontezza i vigili del fuoco e le pattuglie della polizia stradale, chiamate a gestire una situazione di estrema delicatezza. La natura del carico, per quanto non esplicitata nei dettagli, e soprattutto il sistema di alimentazione a gas del tir hanno infatti imposto, come prassi in simili circostanze, operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area particolarmente caute e prolungate. Una necessità che, inevitabilmente, si è tradotta in una paralisi quasi totale del flusso veicolare in quella direzione. Per molte ore, il traffico è stato deviato forzatamente, prima verso l’uscita dell’Interporto e successivamente verso quella di Sito, creando un groviglio di code lunghissime che si è propagato a monte, fino a rendere necessario, nel corso della giornata seguente, l’obbligo di uscita allo svincolo di Debouchè per poi poter rientrare in carreggiata tramite la Statale 20.
Le operazioni di bonifica e il ripristino della circolazione
Il lavoro dei pompieri, che si è protratto per l’intera notte e per gran parte della giornata di lunedì, non si è limitato al semplice spegnimento del rogo. È stato necessario, come spesso accade in questi casi, procedere con una meticolosa fase di bonifica e raffreddamento della zona, resa più complessa dalla presenza delle bombole di metano, per scongiurare il benché minimo pericolo di esplosioni residue o di nuovi focolai. Solo dopo aver assicurato che non sussistessero più rischi, si è potuto avviare le operazioni di rimozione del relitto del mezzo, ormai ridotto a un ammasso di lamiere contorte e annerite, che ostruiva una delle corsie principali di quel vitalissimo raccordo anulare torinese.
Le indagini per accertare le cause dell'incendio
Parallelamente alle attività di soccorso e di ripristino della viabilità, sono partite le indagini delle autorità competenti per stabilire l’origine precisa delle fiamme. Gli investigatori, mentre gli operari ripulivano la carreggiata dai detriti, hanno iniziato a raccogliere le prime testimonianze e a esaminare ciò che restava del veicolo. Un’inchiesta, questa, che si muove su un doppio binario: da un lato si cerca di ricostruire la dinamica dell’incidente, valutando se a innescare il tutto sia stato un guasto meccanico, magari al sistema di alimentazione, o un problema al carico trasportato; dall’altro, ci si concentra sulle condizioni in cui versava il mezzo prima della partenza, un aspetto cruciale per escludere o confermare eventuali responsabilità. La riapertura completa della tangenziale, avvenuta solo in tarda serata di lunedì, ha segnato la fine dell’emergenza traffico ma non certo delle attività degli inquirenti, il cui lavoro procede ora al di fuori dai riflettori della cronaca.




